Blue
capolavoro cinematografico, non ho parole per descriverlo, semplicemente rimarrà un vuoto perenne dentro di me, un film così semplice così silenzioso ma che urla fortissimo in realtà, sto riscrivendo questa recensione perché questo film merita di essere raccontato di più.
una storia molto leggera, anche molto lenta devo dire, il film prende spunto da un manga intitolato appunto “Blue”
racconta benissimo concetti molto importanti: orientamento sessuale, crescita prematura, aborto, omosessualità, adolescenza, solitudine e assolutamente tristezza.
appunto in Giappone, il colore blu viene associato alla depressione, tristezza, solitudine, non è un caso che in questo film l’essere tristi è fondamentale, soprattutto la protagonista che si vede essere presa in giro(il famoso ghosting del 2002….)
ora io voglio dire una cosa, nonostante la sua lentezza, è una piccola perla del cinema giapponese, anche perché possono essere tematiche veramente molto vicine a chiunque e il modo in cui lo racconta è silenzioso, quasi invisibile, anzi assolutamente invisibile, perché ti colpisce in un modo in cui non te ne accorgi.