Dreams
Mamma mia che mina, Kurosawa decide di mettere in scena alcuni dei sogni fatti durante tutta la sua vita, e ci riesce alla grande, tutte le storie hanno un loro perché e certune raggiungono dei picchi altissimi tra filosofia e un comparto tecnico spaventoso. In particolare mi ha fatto impazzire la rappresentazione dei paesaggi, la fotografia in particolare nel sogno dei peschi e la transizione del sogno di van gogh che ho avuto bisogno di rivedere per apprezzarla al meglio. Come primo film di kurosawa (dopo i sette samurai che ho visto più di 10 anni fa) non poteva andare meglio.