Millennium Mambo
È bellissimo. Un film che inizialmente mi rifiutavo di voler capire, un po però spirito disinteressato che ho nel vedere personaggi di uomini insulsi sullo schermo e un po per il mood in cui sono in questo momento, ma questo non mi ha fermato, mi ha fatto a tratti innervosire, incuriosire, emozionare…Non so bene cosa dire a riguardo, ho cercato di analizzare ogni singolo dettaglio (tra quelli che ho colto, perché sono sicura di essermi persa comunque qualcosa, e vabene così) e sono giunta alla conclusione che è davvero un bel film, davvero davvero. Ho trovato interessantissimo l’utilizzo del primo piano, o comunque in generale la direzione delle riprese, con questa ricerca quasi maniacale della cattura di momenti ravvicinati e mai centrati, sempre un po confusi, visti da lontano ma con lo zoom negli occhi, come se l3 spettator3 stesse “spiando” la vita di vicky, perché è così: la protagonista ci sta portando in un’altra dimensione, la sua passata, e ce la dipinge e mostra come vuole lei e specialmente nel modo in cui si sente in questo momento. La sensazione di reminiscenza che si fonde con una pesantissima sensazione di nostalgia quasi nevrotica, proprio come le riprese nei momenti con Hao-Hao, la melanconia perenne che trasuda, non solo tra le varie scene, ma specialmente nella voce narrante, io la trovo una cosa efficientissima e bellissima (nel suo essere drammatica sia chiaro), la voce stessa di vicky è una voce trattenuta, triste, malinconica, una voce che nutre rimorsi o pentimenti, insoddisfatta, pudica anche.
Tutto ciò con l’aggiunta di una cinematografia straordinaria, ho notato ed apprezzato molto spesso l’utilizzo della luce al servizio della narrazione, un utilizzo “perfetto”, a tavolino se mi ci posso azzardare; con queste ombre tinte al neon, o il bianco della neve, oppure ancora il bianco che riflette nei momenti più cupi (sempre con un aggiunta di neon), non so mi ha smosso qualcosa.
Ma la cosa che ha più intensamente trovato “luce” dentro di me è stata la colonna sonora, o dovrei dire le due colonne sonore per la precisione, ma ci siamo capit3; anche qui, sarò ripetitiva, ma le musiche sono bellissime, sono state tutto per il film…perché è un film pieno di tanti silenzi, tanti sguardi alla realtà, e gli unici momenti in cui la musica accompagna lo sguardo in questo modo si caricano, a mio avviso, di ancor più significato, di una comunicazione emotiva allucinante; sto parlando principalmente di una delle due melodie, quella più melanconica, quasi che mi ricorda un qualsiasi pezzo dei Radiohead, e infatti proprio come i R. questa melodia è una spirale di emozioni già da sola, ma il fatto che si presentasse solo in momenti in cui la protagonista è distante dalle parti più cupe e drammatiche del suo passato, mi ha fatto molto emozionare, perché inspiegabilmente non è più solo una melodia melanconica, ma bensì sviluppa dei colori tutti nuovi, c’è della speranza in quella mestizia, c’è della luce in quell’oscurità, c’è del coraggio in quella paura, quel pupazzo di neve si scioglie al sole ma non è la fine di tutto, non è fatalista.
Queste sono le cose che più mi hanno colpito del film, mi sento vuota nuovamente, con l’aggiunta che sto romanticizzando le cittadine innevate del Giappone di inizio millennio, direi chi sta peggio di me…
P.s.: ho cercato la melodia a cui faccio riferimento e si chiama “ A Pure Person”.
#mubi