Spider-Man
*Nonostante qualche pazzo che ancora prova a definirlo un registucolo, Sam Raimi qui, in meno di due ore, ci mostra come si fa il cinema d'intrattenimento, e in generale, il grande cinema.
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Pur trattandosi di un "film di supereroi", questa è un'opera che parla praticamente di tutto: umanità, amore, famiglia, amicizia, politica, sociale, e tanto altro ancora; una messa in scena fantastica che dimostra la capacità del regista di sapersi destreggiare su vari registri e generi, a distanza di poche inquadrature: cinema di formazione, romantico, comico, drammatico, d'azione, fantasy; un prodotto completo sotto il piano tematico.
Non servono poi parole per descrivere la regia di questo mostro, una classe nell'inquadrare ogni momento nella maniera giusta, spostandosi da uno stile neoclassico al proprio più contemporaneo e cinetico; basterebbe solo pensare agli sguardi tra Kirsten Dunst e Tobey Maguire, così intensi, potenti, nel loro silenzio, il quale riesce a dire tanto grazie al modo in cui anche un banale campo e controcampo vengono gestiti. Non credo siano necessari commenti su Willem Dafoe e la colonna sonora di Elfman.
La caratteristica più strabiliante della pellicola è il suo divenire più bella ogni volta che la si rivede dopo aver accresciuto il proprio bagaglio cinematografico; più film vedi, e più ti rendi conto di quanto cinema ci sia qui dentro, da Blade Runner, a Richard Donner, passando per Raimi stesso.
Non dimentichiamo che in questo gioiello è presente un'inquadratura da storia del cinema, contemporanea e non: la scena del bacio sotto la pioggia; classico e moderno si incontrano per rimanere eterni.
Una nota finale molto personale per il doppiaggio italiano, che ha saputo rendere iconici, in quella che è la mia esperienza quasi ventennale con questa grande opera, personaggi che appaiono per meno di un minuto, come Enrique o il padre di MJ, grazie alla propria stravaganza.
E pensare che il seguito fa sembrare questo qui quasi un filmetto per quanto è grandioso. Grazie Raimi.