Inside Out
In realtà non l’ho rivisto ma ci tenevo a scrivere qualcosa alla vigilia della mia visione del secondo capitolo.
Se Inside Out di Pete Docter non è un capolavoro dell’animazione, allora cosa lo è?
Questo film della Pixar quasi inventa un nuovo modo di raccontare che sicuramente mai è stato così potente se non con la forza di questa animazione. L’animazione della Pixar.
Raccontare un personaggio attraverso la meravigliosa personificazione dei suoi processi psicologici che, anzichè conseguenza di un racconto (il “fuori”, le vicende nella vita reale di Riley), sono esse stesse la narrazione della storia ( il “dentro”, quello che mai vediamo messo in scena… no, non basta un flusso di coscienza), non solo è qualcosa che raramente si è visto con una tale credibilità narrativa, ma soprattutto è qualcosa che diviene capace di amplificare a dismisura la nostra percezione di ciò che prova la protagonista.
È per questo che la vista e rivista storia di una ragazzina americana che arrivata ai suoi dodici anni comincia a crescere e cambiare dolorosamente le sue priorità e il proprio carattere ci sembra così viva e così vera.
È per questo che questo film è un capolavoro.