

rewatch necessario ogni tanto, non sto a commentare la trama perché la sapevo a memoria e perché in generale non è un film che guardo per la trama. Ciò che rende questo film top 3 è l'effetto che ha su di me nelle (almeno) 24 ore successive alla visione: una sensazione di rallentamento percepita in ogni azione che normalmente faresti senza pensarci tipo che ne so aprire il frigo per mangiare qualcosa. per due ore entri nella lenta e triste routine di Lee, che dopo la disgrazia subìta (e commessa) affronta ogni momento con la consapevolezza di non poter rimediare in alcun modo, e forse è proprio per questo che io (ma credo qualunque persona con un minimo di empatia) vivo i momenti dopo la visione come se tutto quel disastro fosse successo a me. Come se non bastasse, il ritmo lento della sua vita viene ulteriormente allungato dalle continue scene di mare o neve quindi in generale di natura triste, accompagnate da colonne sonore ipnotiche e ripetitive, tutto ciò ti dà una strana sensazione quasi magica, per cui tutta la tristezza che dovresti teoricamente provare, si trasforma in realtà in apatia e vuoto. non è facile da spiegare a parole e per questo lo amo.

avevo tante aspettative su questo film, forse anche per questo non mi ha soddisfatto abbastanza. riconosco che l'obiettivo del regista è stato centrato in pieno cioè rappresentare la vita lurida, triste e priva di valori di un tossico dipendente ma forse semplicemente è stato troppo vero per piacermi tanto. lo descriverei come la haine ma con l'aggiunta della droga, un mondo che, come dice lo stesso Renton nel monologo finale, è troppo lontano dal mio per potermi toccare a livello emotivo. La sua scelta finale la condivido a pieno dato che aveva già provato a scappare da quel covo di tossici criminali trasferendosi a Londra, quindi nel momento in cui viene praticamente costretto a tornare con loro, commettere il tradimento è più che giustificato (anche perché l'unico che gli voleva bene è stato "risarcito"). impressionante comunque come la droga diventi letteralmente l'unica cosa che conta in questo contesto tanto che la morte di un bambino o del tuo migliore amico viene dimenticata nell'arco di 2 minuti, non è un film finto per sensibilizzare dove non appena accade la prima tragedia, tutti i drogati tornano sulla retta via, la verità di questo mondo è quella che abbiamo visto, la reazione a qualsiasi cosa succeda diventa una dose e tutte le schifezze e le tragedie vengono facilmente messe di lato. Ah comunque pensavo che il motivo per cui non capivo l'inglese fosse che ero un po' ubriaco invece è perché parlano scozzese di merda però amen era inascoltabile e l'ho visto in italiano bello lo stesso!!

visto al cinema, devo dire che non vedevo una sala così piena da quando ero piccolo probabilmente. il film per quanto mi riguarda merita le 5 stelle, con attori di questo calibro e budget infinito Nolan ha potuto fare quello che voleva. Mi è piaciuto il modo di reinterpretare e anche modernizzare l'opera epica, al contrario di molti classicisti che si sono lamentati. Per me non era per niente banale far scorrere 3 ore di film di una storia che a grandi linee tutti conoscevamo in modo così piacevole, poi vabbè è assolutamente un film da vedere al cinema anche perché l'utilizzo del suono è, come in Interstellar, unico al punto da diventare quasi fastidioso tipo nella scena di Polifemo e nelle numerose tempeste in mare. Poi nel finale ci butta il momento consapevolezza come in Oppenheimer e per quanto il messaggio contro la guerra sia super attuale e correttissimo, lo trovo ormai visto e rivisto e avrei apprezzato di più il finale con Ulisse che torna vincitore a Itaca e basta, non ritengo necessario inserire sempre il messaggio sul bene nel mondo o quanto meno non farlo così esplicito: Ulisse era già un personaggio abbastanza introspettivo quindi il senso di colpa era già percepibile nel corso del film, non c'era bisogno di uscire dal flow e l'epico che il film aveva preso nel finale e dedicargli quei 3 minuti come un post scriptum. però alla fine mi rendo conto che era un bel monologo ed è stato dato un senso al personaggio di Atena, che per 2 ore e 40 minuti mi era sembrata una scusa per inserire Zendaya in un film l'ennesima volta (in parte lo era), mentre alla fine le si dà un ruolo chiave per il messaggio del film. personaggio preferito? ovviamente Eumeo con il cane Argo (unici real OG), ma menzione d'onore per Sinone e la sua storia. Ho amato la scena dell'Ade più di tutte.
