Dune: Part Two
Non amo la fantascienza, ma questo è uno dei film più interessanti che io abbia mai visto, sotto ogni punto di vista.
Nonostante la durata importante, il film scivola via come niente, lasciando lo spettatore sempre più a bocca aperta.
Il film comincia un po’ in sordina, a parte una sequenza iniziale fantastica, la prima ora passa parecchio tranquilla.
Si ha la sensazione di qualcosa che non va, Chalamet è un po’ spento, si teme una love story appiccicosa con Zendaya, non ci sono personaggi troppo interessanti tantomeno nuovi.
La svolta arriva quando ci viene presentato l’antagonista di questo capitolo, il na-barone Harkonnen, nipote del buon Stellan “Vladimir” Skarsgard.
Con il carattere di Ramsey Bolton e l’occhio pazzo di Alex DeLarge, porta una ventata d’aria fresca lungo tutto il film.
Le sequenze sul pianeta degli Harkonnen sono quanto ho mai visto di più bello, il combattimento nell’arena che ricorda i regimi totalitari del 900, la folla acclamante, il bianco e nero, una sequenza da brividi, direi la migliore del film.
Poi, magicamente, anche tutto il resto prende una piega diversa.
Paul Atreides cambia piano piano personalità, la love story non è solo zucchero, le carte in gioco cambiano, si aggiungono e si ritrovano personaggi, sfide, oggetti, profezie.
La mente non si ferma mai, non c’è un momento di noia, l’ultima ora è da lode.
Unica piccola (per me grande) pecca è la fine del nostro na-barone, speravo tantissimo di ritrovarmelo nel terzo capitolo, ma purtroppo non penso succederà.
(Sarò pronto a cambiare il voto in 5 stelle se dovessi ritrovarmelo nel film successivo).
La regia non è niente di speciale in quanto inquadrature e innovazioni, anche perché viene sovrastata dalla fotografia e dagli effetti speciali.
Bravissimo però Villeneuve a manovrare una macchina del genere.
Senza dubbio i migliori effetti speciali che io abbia mai visto finora.
I colori, le scenografie, i costumi, gli oggetti di scena, è tutto così perfetto, non c’è una sbavatura.
Gli attori sono notevoli, a cominciare dal protagonista.
Apprezzo Chalamet in ogni suo film, ha una versatilità spaventosa, riesce ad interpretare ogni sfumatura del personaggio, sono contento stia ricevendo il successo che merita.
Austin Butler è gigantesco, ho già espresso il mio amore per il suo personaggio e mi sento in dovere di ribadirlo.
Un po’ sottotono Walken e Zendaya che non apprezzo tanto come attrice, ma gli altri sono da paura.
Dune 2 getta le basi per un altro capitolo, ma senza essere vuoto di contenuti.
Ad esempio, Le due Torri è un gran film, ma è più un collegamento, una preparazione, al Ritorno del Re, singolarmente è inferiore agli altri due.
Questo Dune invece l’ho trovato ancora meglio del primo, spero in un continuo crescendo anche per il finale.
Semplicemente 166 minuti di colori, azione, effetti, villain stupendi e trame da dieci.
Superlativo.
#spacecity