Phantom Thread
Torrenziale nel suo essenziale e precisissimo andirivieni tra irreparabili inconciliabilità dei protagonisti e aneliti al concetto, mai quanto in questo film, nebuloso e contorto di amore. L'equilibrio che si viene a creare e si traccia tra i minimi rumori, tra gli sguardi, in mezzo a dissonanti baci, é un filo del più pregiato tessuto che cuce le pieghe di un amore: non nel segno della remissività, dell'accettazione, ma piuttosto in quello della conoscenza di sé tramite l'altro. Il film rimbalza magistralmente tra pretese personali, aspettative disattese, idealizzazione, necessità, dissonza, ricordi, per non parlare della magnifica messa in scena del legame a doppio filo tra woodcock e sua madre, a dir poco emozionante. L'articolazione del personaggio di Daniel Day-Lewis é, analogamente, mozzafiato: la modernità dell'interpretazione nietzschiana di PTA (tanto nell'espressività del protagonista quanto nelle inquadrature) ed il suo sgretolamento sarebbero meritosi di approfondimento.