Michael
molto complesso da recensire per me. l’ho visto al cinema, luogo che paradossalmente detesto, soprattutto se ghermito di gente (noiosa oserei aggiungere, cantavo solo io); ero con la mia mamma, che non perdeva mai occasione per dirmi quanto rivedesse me in Michael, nelle sue sfaccettature belle e brutte; ci siamo emozionate spesso, Michael Jackson è stato il mio primo cantante preferito, che facevo ascoltare fino alla nausea a tutta la mia famiglia da quando l’ho ascoltato per la prima volta a quattro anni alla fiera di paese.
questo film è un’impresa titanica, catturare l’essenza del FENOMENO che è stato Michael Jackson lo é, ma penso che qualunque cosa ne fosse uscita fuori il prodotto non sarebbe mai stato al 100% convincente, e secondo me c’è stato un lavorone incredibile nel rendere possibile l’impossibile.
Jaafar porta sulle sue spalle un ruolo titanico, il ruolo della sua vita, spaventoso e complesso, nel suo debutto cinematografico; il limite tra imitazione e caricatura nei biopic è estremamente sottile ed io ho notato particolare attenzione a non ridicolizzare, romanzare eccessivamente eventi e persone.
movenze magnetiche, reparto trucco che si mangia a colazione Bohemian Rapsody, colonna sonora inutile da sottolineare.
ciò che manca a me, e che credo non si sia riuscito a far cogliere in pieno, è l’essenza di quanto grande fu l’impatto della Michael-fever, nessuno nella storia ha fatto impazzire la gente come lui (a mio avviso), e ammetto che i close up sui fan, i cartelloni, le calche della gente, erano artificiosi e deprimenti, snaturati, rompevano proprio l’atmosfera.
affascinante la piega horror del film ogni minchia di volta che usciva Joseph Jackson.
io al posto dello staff mi farei un viaggio a Lourdes prima di girare il secondo, se questo poteva sembrare un’impresa il prossimo sarà un sogno irrealizzabile, vi aggiorno.