Il “The Irishman” di Sollima. Non tanto per il solco che il mondo criminale lascia nel corso della storia, ma più semplicemente per lo spirito funebre e decadente con cui un regista ammanta l’opera conclusiva di un filone da lui ricreato ben 15 anni fa. Adagio è un epitaffio breve ed essenziale, figliol prodigo dello “show, don’t tell” cui il cinema italiano pare essere allergico, un dramma corale post-apocalittico dove l’evento zero è vivere a Roma, qui un buco nero asfissiante dal quale puoi solo fuggire, lasciando bruciare lei ed i fantasmi che la abitano. I quattro big names attorno cui ruota la campagna marketing sono eccezionali, anche Giannini, ma fungono da supporto al vero protagonista, un ragazzino sconosciuto ma dallo sguardo disarmante per la sua purezza, un barlume di fioca luce e voglia di vivere che infatti viene braccato dai cani randagi che in questo film rappresentano le istituzioni più corrotte e disparate. Un western crepuscolare all’italiana che conduce all’unica conclusione, fisica e teorica, possibile per quelle storie partite da Romanzo Criminale. Grazie Stefano.
Il “The Irishman” di Sollima. Non tanto per il solco che il mondo criminale lascia nel corso della storia, ma più semplicemente per lo spirito funebre e decadente con cui un regista ammanta l’opera conclusiva di un filone da lui ricreato ben 15 anni fa. Adagio è un epitaffio breve ed essenziale, figliol prodigo dello “show, don’t tell” cui il cinema italiano pare essere allergico, un dramma corale post-apocalittico dove l’evento zero è vivere a Roma, qui un buco nero asfissiante dal quale puoi solo fuggire, lasciando bruciare lei ed i fantasmi che la abitano. I quattro big names attorno cui ruota la campagna marketing sono eccezionali, anche Giannini, ma fungono da supporto al vero protagonista, un ragazzino sconosciuto ma dallo sguardo disarmante per la sua purezza, un barlume di fioca luce e voglia di vivere che infatti viene braccato dai cani randagi che in questo film rappresentano le istituzioni più corrotte e disparate. Un western crepuscolare all’italiana che conduce all’unica conclusione, fisica e teorica, possibile per quelle storie partite da Romanzo Criminale. Grazie Stefano.