Ci ho riflettuto per giorni e non riesco a togliermelo dalla testa. È un tarlo, un parassita, un’idea ed un’ispirazione tutti in una botta di coca. Fa ridere come un privilegiato che sbeffeggia il privilegio che lo ha generato con cinismo e cattiveria rari venga trattato peggio di altri autori, altrettanto privilegiati, che raccontano il loro privilegio piangendosi addosso e compatendosi, come per esempio ha fatto Moretti con Tre Piani. Moretti che è una palese ispirazione, nel suo spirito più ribelle e distruttore di canoni, di questo Castellitto sbrigliato, arrabbiato e strafottente. Ho amato la sua Roma tropicale, il suo reinventare icone del cinema gangster, trasformando Adamo Dionisi in un uomo che ricorda dolcemente sua madre e Matteo Branciamore in un buttafuori coatto, violento, opulento e lercio. Da non sminuire anche il lavoro fatto con Guarascio, in arte Tutti Fenomeni, il più debole degli attori che interpreta il più fluido e caotico dei personaggi, senza dubbio il più iconico. Enea è un’opera certamente irrequieta e sguinzagliata, che sbava un po’ ovunque, ma quando morde la senti e i segni li lascia.
Ci ho riflettuto per giorni e non riesco a togliermelo dalla testa. È un tarlo, un parassita, un’idea ed un’ispirazione tutti in una botta di coca. Fa ridere come un privilegiato che sbeffeggia il privilegio che lo ha generato con cinismo e cattiveria rari venga trattato peggio di altri autori, altrettanto privilegiati, che raccontano il loro privilegio piangendosi addosso e compatendosi, come per esempio ha fatto Moretti con Tre Piani. Moretti che è una palese ispirazione, nel suo spirito più ribelle e distruttore di canoni, di questo Castellitto sbrigliato, arrabbiato e strafottente. Ho amato la sua Roma tropicale, il suo reinventare icone del cinema gangster, trasformando Adamo Dionisi in un uomo che ricorda dolcemente sua madre e Matteo Branciamore in un buttafuori coatto, violento, opulento e lercio. Da non sminuire anche il lavoro fatto con Guarascio, in arte Tutti Fenomeni, il più debole degli attori che interpreta il più fluido e caotico dei personaggi, senza dubbio il più iconico. Enea è un’opera certamente irrequieta e sguinzagliata, che sbava un po’ ovunque, ma quando morde la senti e i segni li lascia.