bel film con cui pupi avati torna al thriller/horror.
il bianco e nero è usato in maniera ottima e alcune scene sono registicamente meravigliose, come la morte del condannato glauco, che viene lasciata fuori dall'inquadratura, e il gioco di sguardi finale tra emilio e il protagonista conscio della verità.
l’orto stesso diventa simbolo di qualcosa di sepolto, letteralmente nella terra, ma anche nella memoria e nella psiche.
probabilmete le persone che si lamentano della scena della vagina sciroppata sono le stesse che hanno nella top 4 "chiamami col tuo nome", dove un ragazzino si tromba una pesca
bel film con cui pupi avati torna al thriller/horror.
il bianco e nero è usato in maniera ottima e alcune scene sono registicamente meravigliose, come la morte del condannato glauco, che viene lasciata fuori dall'inquadratura, e il gioco di sguardi finale tra emilio e il protagonista conscio della verità.
l’orto stesso diventa simbolo di qualcosa di sepolto, letteralmente nella terra, ma anche nella memoria e nella psiche.
probabilmete le persone che si lamentano della scena della vagina sciroppata sono le stesse che hanno nella top 4 "chiamami col tuo nome", dove un ragazzino si tromba una pesca