Il pugno di ferrro sferrato da un regime autoritario parte dalla interminabile burocrazia, dove le costrizioni istituzionali di attese, responsi e autorizzazioni farlocche sono le prime manganellate e manette che intrappolano e soggiogano le persone giuste. Pacato nel ritmo e dirompente nella scrittura, “Due Procuratori” di Sergei Loznitsa, tratto dall’omonimo romanzo di Georgy Demidov, è una grande lezione di diritto, testimoniata appunto dal racconto di due generazioni di procuratori, che pur andando incontro ad un simile fato dimostrano la titanica resistenza del senso di giustizia, che anche di fronte alla corruzione dei rangi più alti di una nazione intera, si dimostra più forte di questa stessa burocrazia corrotta. Non è una visione facile, ma nessuna visione necessaria lo è.
Il pugno di ferrro sferrato da un regime autoritario parte dalla interminabile burocrazia, dove le costrizioni istituzionali di attese, responsi e autorizzazioni farlocche sono le prime manganellate e manette che intrappolano e soggiogano le persone giuste. Pacato nel ritmo e dirompente nella scrittura, “Due Procuratori” di Sergei Loznitsa, tratto dall’omonimo romanzo di Georgy Demidov, è una grande lezione di diritto, testimoniata appunto dal racconto di due generazioni di procuratori, che pur andando incontro ad un simile fato dimostrano la titanica resistenza del senso di giustizia, che anche di fronte alla corruzione dei rangi più alti di una nazione intera, si dimostra più forte di questa stessa burocrazia corrotta. Non è una visione facile, ma nessuna visione necessaria lo è.