Guardo tutti i corti della Disney con ricerche annesse, dalla prima apparizione di Topolino 20/657🎬
Con “Jungle Rhythm” ci si sposta nella savana africana, così come era percepita in quegli anni, completa di orsi, e di qualsiasi animale feroce potesse venire in mente agli animatori. Si tratta di un’ ambientazione alquanto insolita rispetto al consueto scenario campestre in cui si era abituati a vedere Mickey.
Il cortometraggio però non utilizza questo spunto per narrare una vera e propria storia ma preferisce adeguarsi a quel filone che vede Topolino mettersi di punto in bianco a improvvisare balletti, coinvolgendo i personaggi presenti sulla scena. Una cosa del genere l'avevamo vista sia nel celebre “Steamboat Willie”, che in una porzione di “Mickey's Choo Choo”, in cui Topolino si esibiva senza giustificazioni narrative di alcun tipo.
In quegli stessi mesi erano state varate le “Silly Symphony”. Questa nuova serie era stata voluta da Carl Stalling per offrire al pubblico un'alternativa: nei corti di Topolino la musica avrebbe dovuto essere al servizio dell'azione, mentre nelle Silly sarebbe dovuto avvenire il contrario. Vedendo “Jungle Rhythm” però è chiaro che questa distinzione rimane sul piano puramente teorico. Per tutta la durata del corto la telecamera non fa che inquadrare animali che danzano al ritmo di musiche popolari.
L'umorismo come sempre va a parare sulle deformazioni, toccando in special modo gli struzzi, raffigurati come tubi di gomma biforcati, la cui pancia è una sfera nera totalmente mobile, come già avevamo visto in “The Gallopin' Gaucho”.
Guardo tutti i corti della Disney con ricerche annesse, dalla prima apparizione di Topolino 20/657🎬
Con “Jungle Rhythm” ci si sposta nella savana africana, così come era percepita in quegli anni, completa di orsi, e di qualsiasi animale feroce potesse venire in mente agli animatori. Si tratta di un’ ambientazione alquanto insolita rispetto al consueto scenario campestre in cui si era abituati a vedere Mickey.
Il cortometraggio però non utilizza questo spunto per narrare una vera e propria storia ma preferisce adeguarsi a quel filone che vede Topolino mettersi di punto in bianco a improvvisare balletti, coinvolgendo i personaggi presenti sulla scena. Una cosa del genere l'avevamo vista sia nel celebre “Steamboat Willie”, che in una porzione di “Mickey's Choo Choo”, in cui Topolino si esibiva senza giustificazioni narrative di alcun tipo.
In quegli stessi mesi erano state varate le “Silly Symphony”. Questa nuova serie era stata voluta da Carl Stalling per offrire al pubblico un'alternativa: nei corti di Topolino la musica avrebbe dovuto essere al servizio dell'azione, mentre nelle Silly sarebbe dovuto avvenire il contrario. Vedendo “Jungle Rhythm” però è chiaro che questa distinzione rimane sul piano puramente teorico. Per tutta la durata del corto la telecamera non fa che inquadrare animali che danzano al ritmo di musiche popolari.
L'umorismo come sempre va a parare sulle deformazioni, toccando in special modo gli struzzi, raffigurati come tubi di gomma biforcati, la cui pancia è una sfera nera totalmente mobile, come già avevamo visto in “The Gallopin' Gaucho”.