questo film porta il grande fardello di essere il sequel di un capolavoro assoluto come dogville.
se il primo capitolo, dalla durata di tre ore, scorreva in modo estremamente rapido grazie all’innovazione e al forte coinvolgimento emotivo, questo secondo episodio cade invece nella ridondanza, e il ritmo lento si percepisce molto di più.
detto questo, il film risulta ancora oggi attualissimo, poiché vuole criticare un modello americano reiterato negli anni fino ai giorni nostri: quello di esportare forzatamente la democrazia in altri paesi.
manderlay ci mostra infatti come, nonostante un paese possa avere un sistema di governo arretrato e spietato (in questo caso lo schiavismo), non sia né giusto né funzionale imporre un modello che altrove funziona solo perché lo riteniamo moralmente corretto. così facendo, si rischia di destabilizzare equilibri politici e culturali che non possono essere trasformati in modo netto e immediato.
questo film porta il grande fardello di essere il sequel di un capolavoro assoluto come dogville.
se il primo capitolo, dalla durata di tre ore, scorreva in modo estremamente rapido grazie all’innovazione e al forte coinvolgimento emotivo, questo secondo episodio cade invece nella ridondanza, e il ritmo lento si percepisce molto di più.
detto questo, il film risulta ancora oggi attualissimo, poiché vuole criticare un modello americano reiterato negli anni fino ai giorni nostri: quello di esportare forzatamente la democrazia in altri paesi.
manderlay ci mostra infatti come, nonostante un paese possa avere un sistema di governo arretrato e spietato (in questo caso lo schiavismo), non sia né giusto né funzionale imporre un modello che altrove funziona solo perché lo riteniamo moralmente corretto. così facendo, si rischia di destabilizzare equilibri politici e culturali che non possono essere trasformati in modo netto e immediato.