this is my first and a half impression of Greta Diva Garbo (I love, worship, adore her)
la storia romantica (nemmeno adeguatamente giustificata) crea un certo disturbo (ovviamente c'è la soluzione finale), perché basta pensare alla disparità di genere estremamente squilibrata per cui lei si fida di lui, mentre lui, assiduo frequentatore di bordelli, non si fida né delle sue parole né del suo amore.
In generale, il film mi è piaciuto. Ovviamente, Anna è un personaggio bellissimo e profondo. Il discorso appena sopra in realtà non è una banale lamentela, perché una storia del genere comunque permette di vedere e comprendere quella che è la realtà, spingendosi anzi a rappresentare come protagonista una figura femminile "fuori dagli schemi predisposti" e che, a qualcuno, avrebbe potuto dispiacere. Tutta la scena che G.G. regge da sola è magistrale (da farmi drizzare sull'attenti e facendomi sentire pienamente coinvolta), sia nella costruzione della stanza sia per il suo discorso, che considerando il suo ruolo di donna non propriamente "innocente e brava ragazza" ha perfettamente senso. E le restituisce (si riappropria) (del)la (propria) dignità e spessore. Spiego meglio l'ultima frase: il personaggio rivendica con forza il suo momento, un momento che le è dato, gioco forza, da chi quella storia l'ha voluta.
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la storia romantica (nemmeno adeguatamente giustificata) crea un certo disturbo (ovviamente c'è la soluzione finale), perché basta pensare alla disparità di genere estremamente squilibrata per cui lei si fida di lui, mentre lui, assiduo frequentatore di bordelli, non si fida né delle sue parole né del suo amore.
In generale, il film mi è piaciuto. Ovviamente, Anna è un personaggio bellissimo e profondo. Il discorso appena sopra in realtà non è una banale lamentela, perché una storia del genere comunque permette di vedere e comprendere quella che è la realtà, spingendosi anzi a rappresentare come protagonista una figura femminile "fuori dagli schemi predisposti" e che, a qualcuno, avrebbe potuto dispiacere. Tutta la scena che G.G. regge da sola è magistrale (da farmi drizzare sull'attenti e facendomi sentire pienamente coinvolta), sia nella costruzione della stanza sia per il suo discorso, che considerando il suo ruolo di donna non propriamente "innocente e brava ragazza" ha perfettamente senso. E le restituisce (si riappropria) (del)la (propria) dignità e spessore. Spiego meglio l'ultima frase: il personaggio rivendica con forza il suo momento, un momento che le è dato, gioco forza, da chi quella storia l'ha voluta.