Non è un caso che questa opera sia tra le più fraintese e mal interpretate della nostra produzione cinematografica. Usare a metà degli anni 70 il sadomasochismo e la ninfomania (o comunque una forte dipendenza dalla lussuria fisica) come metafore dei traumi storici mai elaborati ma solo nascosti dalla luce del giorno e dalla “vita civile da brave persone” è un colpaccio che solo un genio o un folle poteva sparare e ho la netta sensazione che la Cavani sia la prima anche perché è la seconda. Opera lancinante, malata e dolorosa come un racconto di chi queste nefandezze le ha subite o causate, la coppia Borgarde - Rampling è fuori da ogni misero metro di giudizio valutativo per quanto sono fuori scala le loro performance. Forse il primo vero antenato de La Zona di Interesse nel raccontare la voragine umana dell’Olocausto senza infantilizzarne la storicità o spettacolarizzarne la tragedia.
Non è un caso che questa opera sia tra le più fraintese e mal interpretate della nostra produzione cinematografica. Usare a metà degli anni 70 il sadomasochismo e la ninfomania (o comunque una forte dipendenza dalla lussuria fisica) come metafore dei traumi storici mai elaborati ma solo nascosti dalla luce del giorno e dalla “vita civile da brave persone” è un colpaccio che solo un genio o un folle poteva sparare e ho la netta sensazione che la Cavani sia la prima anche perché è la seconda. Opera lancinante, malata e dolorosa come un racconto di chi queste nefandezze le ha subite o causate, la coppia Borgarde - Rampling è fuori da ogni misero metro di giudizio valutativo per quanto sono fuori scala le loro performance. Forse il primo vero antenato de La Zona di Interesse nel raccontare la voragine umana dell’Olocausto senza infantilizzarne la storicità o spettacolarizzarne la tragedia.