#17 REVIEW OF THE YEAR:
Con Richard Jewell, Clint Eastwood firma una regia semplice e solida, fatta di primi piani intensi, campi e movimenti di macchina ben curatii, che aumentano l'angoscia
La fotografia è molto bella dai toni freddi e realistici, mentre le musiche entrano nei momenti giusti creando un senso di crescente di tensione.
Il cast è uno dei punti più forti: straordinaria Kathy Bates nel ruolo della madre, probabilmente il personaggio più toccante del film. E soprattutto Sam Rockwell nei panni dell’avvocato difensore, figura molto determinata. Anche Paul Walter Hauser nel ruolo di Richard è bravo creando un personaggio ingenuo, ma anche molto fragile e umano.
La trama, basata su una storia vera, racconta di un uomo prima celebrato come eroe e poi distrutto mediaticamente da accuse infondate di terrorismo. Eastwood costruisce una critica dura verso i media e verso un sistema investigativo disposto a tutto pur di trovare un colpevole. Il film diventa così una riflessione sull’abuso di potere e sulla manipolazione dell’opinione pubblica. Il ritmo è molto scorrevole: nonostante le due ore di durata, il film non pesa mai, perché la curiosità su come si evolverà la storia nel finale tiene sempre alta l’attenzione.
#17 REVIEW OF THE YEAR:
Con Richard Jewell, Clint Eastwood firma una regia semplice e solida, fatta di primi piani intensi, campi e movimenti di macchina ben curatii, che aumentano l'angoscia
La fotografia è molto bella dai toni freddi e realistici, mentre le musiche entrano nei momenti giusti creando un senso di crescente di tensione.
Il cast è uno dei punti più forti: straordinaria Kathy Bates nel ruolo della madre, probabilmente il personaggio più toccante del film. E soprattutto Sam Rockwell nei panni dell’avvocato difensore, figura molto determinata. Anche Paul Walter Hauser nel ruolo di Richard è bravo creando un personaggio ingenuo, ma anche molto fragile e umano.
La trama, basata su una storia vera, racconta di un uomo prima celebrato come eroe e poi distrutto mediaticamente da accuse infondate di terrorismo. Eastwood costruisce una critica dura verso i media e verso un sistema investigativo disposto a tutto pur di trovare un colpevole. Il film diventa così una riflessione sull’abuso di potere e sulla manipolazione dell’opinione pubblica. Il ritmo è molto scorrevole: nonostante le due ore di durata, il film non pesa mai, perché la curiosità su come si evolverà la storia nel finale tiene sempre alta l’attenzione.