questo film è una vera chicca.
un thriller costruito in modo impeccabile e narrato ancora meglio, con una notevole caratterizzazione dei personaggi e un finale ricco di colpi di scena.
il film racconta la storia di bob arctor, un uomo che conduce una doppia vita: da una parte è un tossicodipendente dipendente dalla sostanza M, dall’altra è un agente sotto copertura che indaga proprio sul traffico di droga, finendo però per osservare anche se stesso e le persone che lo circondano.
tutto cambia quando bob inizia a subire in prima persona gli effetti della sostanza, che progressivamente gli compromette la percezione della realtà. la sua mente diventa sempre più confusa, incapace di distinguere chiaramente ciò che è reale da ciò che non lo è.
si scopre così che bob è stato una pedina fin dall’inizio: il suo ruolo di agente sotto copertura è anche un espediente per monitorare il suo coinquilino barris, potenzialmente coinvolto in dinamiche più grandi.
inoltre, quella che lui crede essere la sua ragazza, è in realtà proprio l'agente sotto copertura che ha collaborato con lui per tutto il tempo, con l’obiettivo di farlo entrare al “nuovo sentiero”, una struttura di riabilitazione che, in realtà, sembra sfruttare i tossicodipendenti per produrre la sostanza stessa.
questo risulta un film estremamente cupo, che riflette sugli effetti devastanti della droga sulla psiche e sul sistema corrotto che gira attorno alla droga stessa.
dal punto di vista tecnico lo trovo leggermente imperfetto: l’uso del rotoscopio, pur essendo una scelta stilistica interessante produce a tratti un effetto “uncanny” sui personaggi. tuttavia linklater riesce a sfruttare questa tecnica in modo efficace, contribuendo a donare proprio quella sensazione di distorsionze che caratterizza tutto il film
questo film è una vera chicca.
un thriller costruito in modo impeccabile e narrato ancora meglio, con una notevole caratterizzazione dei personaggi e un finale ricco di colpi di scena.
il film racconta la storia di bob arctor, un uomo che conduce una doppia vita: da una parte è un tossicodipendente dipendente dalla sostanza M, dall’altra è un agente sotto copertura che indaga proprio sul traffico di droga, finendo però per osservare anche se stesso e le persone che lo circondano.
tutto cambia quando bob inizia a subire in prima persona gli effetti della sostanza, che progressivamente gli compromette la percezione della realtà. la sua mente diventa sempre più confusa, incapace di distinguere chiaramente ciò che è reale da ciò che non lo è.
si scopre così che bob è stato una pedina fin dall’inizio: il suo ruolo di agente sotto copertura è anche un espediente per monitorare il suo coinquilino barris, potenzialmente coinvolto in dinamiche più grandi.
inoltre, quella che lui crede essere la sua ragazza, è in realtà proprio l'agente sotto copertura che ha collaborato con lui per tutto il tempo, con l’obiettivo di farlo entrare al “nuovo sentiero”, una struttura di riabilitazione che, in realtà, sembra sfruttare i tossicodipendenti per produrre la sostanza stessa.
questo risulta un film estremamente cupo, che riflette sugli effetti devastanti della droga sulla psiche e sul sistema corrotto che gira attorno alla droga stessa.
dal punto di vista tecnico lo trovo leggermente imperfetto: l’uso del rotoscopio, pur essendo una scelta stilistica interessante produce a tratti un effetto “uncanny” sui personaggi. tuttavia linklater riesce a sfruttare questa tecnica in modo efficace, contribuendo a donare proprio quella sensazione di distorsionze che caratterizza tutto il film