Ogni tanto mi fermo e penso al salto di qualità che farebbero i film di Benigni se solo lui non si portasse appresso sua moglie.
Gli riesce sempre bene la parte un po’ del sempliciotto, di quello che non ha capito come funziona il gioco (lo farà in Johnny Stecchino, il suo migliore, e più drammaticamente in La vita è bella).
Non so come gli sia venuta in mente l’idea per la sceneggiatura, che continuo a ritenere assurda.
Non mi è piaciuto il personaggio del prete, sempre uguale a se stesso fermo in quella parte.
Ci sono delle gag carine, ma si ha l’impressione che questo film sia proprio un’accozzaglia di scenette più o meno divertenti.
Ogni tanto mi fermo e penso al salto di qualità che farebbero i film di Benigni se solo lui non si portasse appresso sua moglie.
Gli riesce sempre bene la parte un po’ del sempliciotto, di quello che non ha capito come funziona il gioco (lo farà in Johnny Stecchino, il suo migliore, e più drammaticamente in La vita è bella).
Non so come gli sia venuta in mente l’idea per la sceneggiatura, che continuo a ritenere assurda.
Non mi è piaciuto il personaggio del prete, sempre uguale a se stesso fermo in quella parte.
Ci sono delle gag carine, ma si ha l’impressione che questo film sia proprio un’accozzaglia di scenette più o meno divertenti.