Di solito si difendono a prescindere esperimenti del genere,che tentano di “innovare il panorama cinematografico italiano” e puntualmente tendo a stroncare questi esperimenti (fatte le dovute eccezioni). Sono lieto di trovarmi dinnanzi ad un’eccezione,un film atipico che prende a piene mani da Gibson e Inarritu e si crea un’identità sporca,tribale,dalle atmosfere epico/bucoliche,che cercano di riproporre non solo i luoghi ma anche i modi di vivere di un tempo raramente mostrato. Complice è la scelta a mio avviso azzeccatissima di usare il “protolatino”,che rende anche i più semplici dialoghi delle esperienze sensoriali.
Di solito si difendono a prescindere esperimenti del genere,che tentano di “innovare il panorama cinematografico italiano” e puntualmente tendo a stroncare questi esperimenti (fatte le dovute eccezioni). Sono lieto di trovarmi dinnanzi ad un’eccezione,un film atipico che prende a piene mani da Gibson e Inarritu e si crea un’identità sporca,tribale,dalle atmosfere epico/bucoliche,che cercano di riproporre non solo i luoghi ma anche i modi di vivere di un tempo raramente mostrato. Complice è la scelta a mio avviso azzeccatissima di usare il “protolatino”,che rende anche i più semplici dialoghi delle esperienze sensoriali.