Devo ammetterlo: la stanchezza di una giornata infinita e le troppe ore di sonno perdute hanno offuscato la mia soglia di attenzione; meriterebbe certamente una seconda visione. Eppure, nonostante il torpore, la pellicola ha saputo imprimersi in me con una forza d'animo rara. Al centro di tutto resta lei, Adriana. La sua è un’anima di una genuinità disarmante, quasi ultraterrena, sebbene il film sveli fin dai primi istanti quanto la sua esistenza sia sideralmente lontana da quel "glamour" in cui lei crede di abitare. In lei non v'è spazio per l'autocommiserazione: Adriana rifiuta la tristezza anche quando questa parrebbe l'unica risposta ragionevole, attraversando il mondo con un’innocenza fanciullesca, paga del solo fatto di esistere e pronta a farsi bastare le briciole dell’altrui attenzione. L’opera cristallizza una realtà storica tanto nitida quanto spietata: quella legione di giovani donne disperatamente affamate di visibilità, disposte a tollerare qualsiasi sopruso pur di non restare nell'ombra. Ma la vera tragedia di Adriana risiede in questo paradosso: pur vivendo costantemente circondata da una folla, non è mai stata guardata davvero da nessuno. O forse, lo è stata da me.
Devo ammetterlo: la stanchezza di una giornata infinita e le troppe ore di sonno perdute hanno offuscato la mia soglia di attenzione; meriterebbe certamente una seconda visione. Eppure, nonostante il torpore, la pellicola ha saputo imprimersi in me con una forza d'animo rara. Al centro di tutto resta lei, Adriana. La sua è un’anima di una genuinità disarmante, quasi ultraterrena, sebbene il film sveli fin dai primi istanti quanto la sua esistenza sia sideralmente lontana da quel "glamour" in cui lei crede di abitare. In lei non v'è spazio per l'autocommiserazione: Adriana rifiuta la tristezza anche quando questa parrebbe l'unica risposta ragionevole, attraversando il mondo con un’innocenza fanciullesca, paga del solo fatto di esistere e pronta a farsi bastare le briciole dell’altrui attenzione. L’opera cristallizza una realtà storica tanto nitida quanto spietata: quella legione di giovani donne disperatamente affamate di visibilità, disposte a tollerare qualsiasi sopruso pur di non restare nell'ombra. Ma la vera tragedia di Adriana risiede in questo paradosso: pur vivendo costantemente circondata da una folla, non è mai stata guardata davvero da nessuno. O forse, lo è stata da me.