Mi fa sorridere vedere come parte della critica italiana si appelli ad “un’elegante riproposizione del passato cinematografico nostrano con atmosfere e ritmi anti-ludici” per difendere la totale inadeguatezza di questo film. Il problema non è che Diabolik non sia un film “divertente” o di puro intrattenimento, ma sta nella totale e assolutamente involontaria ridicolizzazione di quello che dovrebbe essere il re del terrore, qui ridotto ad un mariuolo imbecille i cui “colpi eccezionali” sono deducibili dal momento in cui iniziano, la cui dignità scenica è brutalmente assassinata da soluzioni visive vetuste e reverenziali che vanno dalle location ai costumi, che invece di dar vita alle avventure cartacee la tolgono sullo schermo a quelle che sono città e look tipicamente suggestivi con un comparto tecnico degno (come sempre) della peggiore fiction. Vorrei continuare ma finirei col ripetermi. Ennesima occasione buttata via, ennesima dimostrazione che siamo capaci solo di nasconderci dietro plausi provinciali che si limitano ad accusare le esterofilie di altre produzioni. Che spreco deprimente.
Mi fa sorridere vedere come parte della critica italiana si appelli ad “un’elegante riproposizione del passato cinematografico nostrano con atmosfere e ritmi anti-ludici” per difendere la totale inadeguatezza di questo film. Il problema non è che Diabolik non sia un film “divertente” o di puro intrattenimento, ma sta nella totale e assolutamente involontaria ridicolizzazione di quello che dovrebbe essere il re del terrore, qui ridotto ad un mariuolo imbecille i cui “colpi eccezionali” sono deducibili dal momento in cui iniziano, la cui dignità scenica è brutalmente assassinata da soluzioni visive vetuste e reverenziali che vanno dalle location ai costumi, che invece di dar vita alle avventure cartacee la tolgono sullo schermo a quelle che sono città e look tipicamente suggestivi con un comparto tecnico degno (come sempre) della peggiore fiction. Vorrei continuare ma finirei col ripetermi. Ennesima occasione buttata via, ennesima dimostrazione che siamo capaci solo di nasconderci dietro plausi provinciali che si limitano ad accusare le esterofilie di altre produzioni. Che spreco deprimente.