
Hidden Away
2020·Drama·2h
7.1
★










The film tackles the life journey of Toni Ligabue, visionary naïf painter who used to draw tigers, lions and jaguars while living among the poplar trees of the boundless Po valley. A harsh life that is a fairy tale too, as a lonely and marginalized kid finds redemption in his art, and a way to express himself and be admired by the world.
Directed by Giorgio Diritti
painter
poverty
art
mental illness
outsider art

IMDB
N/A
Cast

Elio Germano
Antonio Ligabue

Oliver Ewy
Antonio Ligabue Jr.

Pietro Traldi
Renato Marino Mazzacurati

Orietta Notari
Mazzacurati’s Mother

Andrea Gherpelli
Andrea Mozzali

Denis Campitelli
Nerone

Gianni Fantoni
Antonini

Paola Lavini
Pina

Paolo Rossi

Giancarlo Ratti

Orfeo Orlando

Peter Hottinger
Direttore Scuola Elementare
Crew

Giorgio Diritti
Director

Giorgio Diritti
Writer

Giorgio Diritti
Editor

Matteo Cocco
Director of Photography
Popular Reviews
15 reviews
FrancyDraw
5.0★ · 09/23/24

anche io voglio nascondermi dopo questo film
anche io voglio nascondermi dopo questo film
Salazar
8.0★ · 04/30/24

“O cara lá em cima. Ele não gosta de mim. Ele quer que eu vá lá. Mas eu não quero ir.”
Da infância até a morte, A vida solitária de Antonio Ligabue trata-se sobre a superficialidade, excentricidade e validação.
Na direção de Giorgio Diritti, a cenografia que se divide em vários fragmentos soltos, representantes de diferentes fases da vida do artista (inocência, descobrimento e frustração), neste longa-metragem tenta representar de forma acurada como fora a vida do pintor Antonio Ligabue, e como estava acercado pela miséria desde o início da sua vida.
Sendo sozinho, tendo deficiências mentais e físicas e malvisto pela sociedade Italiana facista, Ligabue só podia contar com a arte que fazia, caracterizada pelo seu estilo de fortes cores e linhas curvadas e tortas.
No entanto, o filme deixa de forma bem clara a necessidade de Ligabue tanto de se autoafirmar quanto de receber afirmação dos outros que contemplavam seus quadros.
O ator de Ligabue, Elio Germano, não se contém em demonstrar a compilação de Hiperatividade e Frustração pelo qual o artista passou durante toda sua vida e isso torna o filme uma experiência mais intrigante de assistir.
Sob uma visão geral, A vida solitária de Antonio Ligabue é ao meu ver uma boa representação cenográfica do artista e um filme interessante de se assistir e pensar sobre capacidades e sobre ser visto pelo mundo.
Assisti pelo MUBI! (Preciso fazer minha assinatura valer a pena.)
“O cara lá em cima. Ele não gosta de mim. Ele quer que eu vá lá. Mas eu não quero ir.”
Da infância até a morte, A vida solitária de Antonio Ligabue trata-se sobre a superficialidade, excentricidade e validação.
Na direção de Giorgio Diritti, a cenografia que se divide em vários fragmentos soltos, representantes de diferentes fases da vida do artista (inocência, descobrimento e frustração), neste longa-metragem tenta representar de forma acurada como fora a vida do pintor Antonio Ligabue, e como estava acercado pela miséria desde o início da sua vida.
Sendo sozinho, tendo deficiências mentais e físicas e malvisto pela sociedade Italiana facista, Ligabue só podia contar com a arte que fazia, caracterizada pelo seu estilo de fortes cores e linhas curvadas e tortas.
No entanto, o filme deixa de forma bem clara a necessidade de Ligabue tanto de se autoafirmar quanto de receber afirmação dos outros que contemplavam seus quadros.
O ator de Ligabue, Elio Germano, não se contém em demonstrar a compilação de Hiperatividade e Frustração pelo qual o artista passou durante toda sua vida e isso torna o filme uma experiência mais intrigante de assistir.
Sob uma visão geral, A vida solitária de Antonio Ligabue é ao meu ver uma boa representação cenográfica do artista e um filme interessante de se assistir e pensar sobre capacidades e sobre ser visto pelo mundo.
Assisti pelo MUBI! (Preciso fazer minha assinatura valer a pena.)
basuratomica
7.0★ · 09/05/23

Questo film racconta la storia di Antonio Ligabue, colui che può essere definito come una sorta di Van Gogh italiano, un artista tanto capace quanto poco noto.
Volevo Nascondermi è un film biografico, che mostra la vita del pittore dall’infanzia fino alla morte, mostrando i suoi traumi, le sue fragilità, ma anche i vizi e le passioni.
Per rappresentare un personaggio così stravagante è stato scelto un Elio Germano che regala una delle sue performance migliori di sempre.
Germano è uno dei migliori attori italiani contemporanei e in questo film lo dimostra, superando i tanto più sbandierati Servillo, Favino, Scamarcio e chi più ne ha più ne metta.
Non a caso, è stato premiato con l’Orso d’Argento di Berlino.
La regia di un autore pressoché sconosciuto come Diritti è in realtà ottima.
Il montaggio nella parte iniziale l’ho trovato ottimo, rapido e frenetico, anche un po’ confuso, come la vita dell’artista, per poi rallentare di ritmo durante la seconda metà del film.
La fotografia è anch’essa molto buona, ricca di campi medio-lunghi con colori caldi, proprio come quelli dei quadri di Ligabue.
Il film è interamente parlato in dialetto reggiano (altro grande lavoro da parte di Germano che è romano); per me che sono di queste zone è risultato piacevole e simpatico vedere un film con dialoghi in dialetto, per qualcuno di altre zone può risultare un po’ pesante da seguire per tutto il film, anche se sono presenti i sottotitoli, allo stesso modo in cui mi aveva “affaticato” guardare Gomorra in napoletano.
C’è chi apprezza i dialetti nei film e chi no.
Tanti attori non sono professionisti ma presi dalla strada, per dare maggiore realismo al tutto, ma purtroppo ciò ha anche un effetto opposto.
L’unico che da un’ottima performance è il protagonista, gli altri sembrano che leggano il copione e basta, come in una recita parrocchiale.
In particolare il personaggio della Cesarina è davvero ridicolo come recitazione.
Il film non è noioso, ma l’ultima mezz’ora è veramente lunga. Due ore di film sono eccessive, si sarebbe potuta tagliare qualche scena di più.
Volevo Nascondermi è un film biografico molto interessante con un aspetto tecnico ottimo e un’interpretazione di Germano superlativa.
Consiglio la visione per scoprire di più su quest’artista ingiustamente poco famoso.
Volevo Nascondermi è un film biografico, che mostra la vita del pittore dall’infanzia fino alla morte, mostrando i suoi traumi, le sue fragilità, ma anche i vizi e le passioni.
Per rappresentare un personaggio così stravagante è stato scelto un Elio Germano che regala una delle sue performance migliori di sempre.
Germano è uno dei migliori attori italiani contemporanei e in questo film lo dimostra, superando i tanto più sbandierati Servillo, Favino, Scamarcio e chi più ne ha più ne metta.
Non a caso, è stato premiato con l’Orso d’Argento di Berlino.
La regia di un autore pressoché sconosciuto come Diritti è in realtà ottima.
Il montaggio nella parte iniziale l’ho trovato ottimo, rapido e frenetico, anche un po’ confuso, come la vita dell’artista, per poi rallentare di ritmo durante la seconda metà del film.
La fotografia è anch’essa molto buona, ricca di campi medio-lunghi con colori caldi, proprio come quelli dei quadri di Ligabue.
Il film è interamente parlato in dialetto reggiano (altro grande lavoro da parte di Germano che è romano); per me che sono di queste zone è risultato piacevole e simpatico vedere un film con dialoghi in dialetto, per qualcuno di altre zone può risultare un po’ pesante da seguire per tutto il film, anche se sono presenti i sottotitoli, allo stesso modo in cui mi aveva “affaticato” guardare Gomorra in napoletano.
C’è chi apprezza i dialetti nei film e chi no.
Tanti attori non sono professionisti ma presi dalla strada, per dare maggiore realismo al tutto, ma purtroppo ciò ha anche un effetto opposto.
L’unico che da un’ottima performance è il protagonista, gli altri sembrano che leggano il copione e basta, come in una recita parrocchiale.
In particolare il personaggio della Cesarina è davvero ridicolo come recitazione.
Il film non è noioso, ma l’ultima mezz’ora è veramente lunga. Due ore di film sono eccessive, si sarebbe potuta tagliare qualche scena di più.
Volevo Nascondermi è un film biografico molto interessante con un aspetto tecnico ottimo e un’interpretazione di Germano superlativa.
Consiglio la visione per scoprire di più su quest’artista ingiustamente poco famoso.
Questo film racconta la storia di Antonio Ligabue, colui che può essere definito come una sorta di Van Gogh italiano, un artista tanto capace quanto poco noto.
Volevo Nascondermi è un film biografico, che mostra la vita del pittore dall’infanzia fino alla morte, mostrando i suoi traumi, le sue fragilità, ma anche i vizi e le passioni.
Per rappresentare un personaggio così stravagante è stato scelto un Elio Germano che regala una delle sue performance migliori di sempre.
Germano è uno dei migliori attori italiani contemporanei e in questo film lo dimostra, superando i tanto più sbandierati Servillo, Favino, Scamarcio e chi più ne ha più ne metta.
Non a caso, è stato premiato con l’Orso d’Argento di Berlino.
La regia di un autore pressoché sconosciuto come Diritti è in realtà ottima.
Il montaggio nella parte iniziale l’ho trovato ottimo, rapido e frenetico, anche un po’ confuso, come la vita dell’artista, per poi rallentare di ritmo durante la seconda metà del film.
La fotografia è anch’essa molto buona, ricca di campi medio-lunghi con colori caldi, proprio come quelli dei quadri di Ligabue.
Il film è interamente parlato in dialetto reggiano (altro grande lavoro da parte di Germano che è romano); per me che sono di queste zone è risultato piacevole e simpatico vedere un film con dialoghi in dialetto, per qualcuno di altre zone può risultare un po’ pesante da seguire per tutto il film, anche se sono presenti i sottotitoli, allo stesso modo in cui mi aveva “affaticato” guardare Gomorra in napoletano.
C’è chi apprezza i dialetti nei film e chi no.
Tanti attori non sono professionisti ma presi dalla strada, per dare maggiore realismo al tutto, ma purtroppo ciò ha anche un effetto opposto.
L’unico che da un’ottima performance è il protagonista, gli altri sembrano che leggano il copione e basta, come in una recita parrocchiale.
In particolare il personaggio della Cesarina è davvero ridicolo come recitazione.
Il film non è noioso, ma l’ultima mezz’ora è veramente lunga. Due ore di film sono eccessive, si sarebbe potuta tagliare qualche scena di più.
Volevo Nascondermi è un film biografico molto interessante con un aspetto tecnico ottimo e un’interpretazione di Germano superlativa.
Consiglio la visione per scoprire di più su quest’artista ingiustamente poco famoso.
Volevo Nascondermi è un film biografico, che mostra la vita del pittore dall’infanzia fino alla morte, mostrando i suoi traumi, le sue fragilità, ma anche i vizi e le passioni.
Per rappresentare un personaggio così stravagante è stato scelto un Elio Germano che regala una delle sue performance migliori di sempre.
Germano è uno dei migliori attori italiani contemporanei e in questo film lo dimostra, superando i tanto più sbandierati Servillo, Favino, Scamarcio e chi più ne ha più ne metta.
Non a caso, è stato premiato con l’Orso d’Argento di Berlino.
La regia di un autore pressoché sconosciuto come Diritti è in realtà ottima.
Il montaggio nella parte iniziale l’ho trovato ottimo, rapido e frenetico, anche un po’ confuso, come la vita dell’artista, per poi rallentare di ritmo durante la seconda metà del film.
La fotografia è anch’essa molto buona, ricca di campi medio-lunghi con colori caldi, proprio come quelli dei quadri di Ligabue.
Il film è interamente parlato in dialetto reggiano (altro grande lavoro da parte di Germano che è romano); per me che sono di queste zone è risultato piacevole e simpatico vedere un film con dialoghi in dialetto, per qualcuno di altre zone può risultare un po’ pesante da seguire per tutto il film, anche se sono presenti i sottotitoli, allo stesso modo in cui mi aveva “affaticato” guardare Gomorra in napoletano.
C’è chi apprezza i dialetti nei film e chi no.
Tanti attori non sono professionisti ma presi dalla strada, per dare maggiore realismo al tutto, ma purtroppo ciò ha anche un effetto opposto.
L’unico che da un’ottima performance è il protagonista, gli altri sembrano che leggano il copione e basta, come in una recita parrocchiale.
In particolare il personaggio della Cesarina è davvero ridicolo come recitazione.
Il film non è noioso, ma l’ultima mezz’ora è veramente lunga. Due ore di film sono eccessive, si sarebbe potuta tagliare qualche scena di più.
Volevo Nascondermi è un film biografico molto interessante con un aspetto tecnico ottimo e un’interpretazione di Germano superlativa.
Consiglio la visione per scoprire di più su quest’artista ingiustamente poco famoso.
AllaSavana
8.0★ · 07/11/21

Sorprendentemente valido, nel cinema italiano moderno in cui un dialetto del nord non stona (call me by your name) ma funziona bene.
Sorprendentemente valido, nel cinema italiano moderno in cui un dialetto del nord non stona (call me by your name) ma funziona bene.
martcafe
8.0★ · 05/02/21

Elio Germano strepitoso!
Elio Germano strepitoso!