Tra Haneke, Lanthimos e i Cohen si piazza l’opera seconda dei D’Innocenzo, una favola nera tenera e brutale, colorata e buia, surreale e autentica. Un grido disperato contro la venefica quotidianità e dissanguante normalità che ferisce e tarpa le giovani e (non poi così tanto) innocenti menti dei bambini protagonisti. Nell’arena gladiatoria di una Spinaceto fuori dallo spazio e tempo , si consuma un’importantissima battaglia generazionale dove alla fine non vince nessuno, si perde, ci si dispera o, nel migliore dei casi, si rimane soli,destinati a passare da una mediocrità all’altra. Favolacce è un film che fa male, fa tanta paura ma fa anche il piacere di mostrare in modo fresco ed inedito il potenziale inespresso dei più piccoli, il modo in cui in un modo o nell’altro saranno destinati a superarci. Perché se è vero che la battaglia la perdono, la guerra poi la vincono loro.
Tra Haneke, Lanthimos e i Cohen si piazza l’opera seconda dei D’Innocenzo, una favola nera tenera e brutale, colorata e buia, surreale e autentica. Un grido disperato contro la venefica quotidianità e dissanguante normalità che ferisce e tarpa le giovani e (non poi così tanto) innocenti menti dei bambini protagonisti. Nell’arena gladiatoria di una Spinaceto fuori dallo spazio e tempo , si consuma un’importantissima battaglia generazionale dove alla fine non vince nessuno, si perde, ci si dispera o, nel migliore dei casi, si rimane soli,destinati a passare da una mediocrità all’altra. Favolacce è un film che fa male, fa tanta paura ma fa anche il piacere di mostrare in modo fresco ed inedito il potenziale inespresso dei più piccoli, il modo in cui in un modo o nell’altro saranno destinati a superarci. Perché se è vero che la battaglia la perdono, la guerra poi la vincono loro.