

1962·Drama·1h 38m
7.1
★







A middle-aged plumber quits his job and questions his life after seeing somebody his own age suddenly die from a heart attack on his way to work.
Directed by Elio Petri

IMDB
N/A
Cast

Salvo Randone
Cesare Conversi

Franco Sportelli
Amilcare Franceschelli

Regina Bianchi
Giulia

Marcella Valeri
Graziella's Mother

Angela Minervini
Graziella

Giulio Battiferri
Spartaco

Lando Buzzanca
Cesare's Son

Paolo Ferrari
Vinicio

Vittorio Caprioli
Professor

Calogero Azzaretto
Train Passenger (uncredited)

Adriana Bruno
Tram Passenger (uncredited)

Nestore Cavaricci
Museum Attendant (uncredited)
Crew

Elio Petri
Director

Tonino Guerra
Screenplay

Elio Petri
Screenplay

Carlo Romano
Screenplay

Ruggero Mastroianni
Editor

Ennio Guarnieri
Director of Photography

Goffredo Lombardo
Producer

Elio Petri
Story

Tonino Guerra
Story
Popular Reviews
15 reviews
towersim
8.0★ · 04/15/26

TROPPO REAL
TROPPO REAL
Filippo
8.0★ · 02/17/26

Great movie, very thoughtful with very deep characters and dialogues, just like the ending, which leaves a doubt that the film is based on and perfectly closes the film
In the middle there are some scenes that seem disconnected from each other and make it lose a bit of continuity, making it feel a bit slow, but it still remains appropriate to the context and the overall meaning
The locations and the cinematography are very quiet and melancholic helping to create an even more realistic atmosphere
In the middle there are some scenes that seem disconnected from each other and make it lose a bit of continuity, making it feel a bit slow, but it still remains appropriate to the context and the overall meaning
The locations and the cinematography are very quiet and melancholic helping to create an even more realistic atmosphere
Great movie, very thoughtful with very deep characters and dialogues, just like the ending, which leaves a doubt that the film is based on and perfectly closes the film
In the middle there are some scenes that seem disconnected from each other and make it lose a bit of continuity, making it feel a bit slow, but it still remains appropriate to the context and the overall meaning
The locations and the cinematography are very quiet and melancholic helping to create an even more realistic atmosphere
In the middle there are some scenes that seem disconnected from each other and make it lose a bit of continuity, making it feel a bit slow, but it still remains appropriate to the context and the overall meaning
The locations and the cinematography are very quiet and melancholic helping to create an even more realistic atmosphere
Mohmad Ali
9.6★ · 08/28/25

ياهو ينطيني وفاته وياخذ الكلشي بحياتي انا زايد على الحياة
يكرص الموت أذني و يكلي تونس أنا جايمااعرف شنو اكتب عندي فيض من المشاعر تجاه هذا الفلم
ممكن بالريواتش نسولف اكثر
يكرص الموت أذني و يكلي تونس أنا جايمااعرف شنو اكتب عندي فيض من المشاعر تجاه هذا الفلم
ممكن بالريواتش نسولف اكثر
ياهو ينطيني وفاته وياخذ الكلشي بحياتي انا زايد على الحياة
يكرص الموت أذني و يكلي تونس أنا جايمااعرف شنو اكتب عندي فيض من المشاعر تجاه هذا الفلم
ممكن بالريواتش نسولف اكثر
يكرص الموت أذني و يكلي تونس أنا جايمااعرف شنو اكتب عندي فيض من المشاعر تجاه هذا الفلم
ممكن بالريواتش نسولف اكثر
Gianni
5.0★ · 05/24/25

49/100
sarà un'opinione impopolare ma non capisco il fascino di questo film: il tema principale è lo stesso trattato in Ikiru (di dieci anni prima) ma il film non si limita a un racconto sull’esistenzialismo di un individuo, peraltro raccontato con una banalità e didascalicità disarmante, ma tutti i temi secondari (la campagna rispetto alla città, il sistema giudiziario e altri) risultano solo accennati e mai approfonditi fino a creare un film disomogeneo che manca di una vera struttura coesa.
Il personaggio protagonista è impegnato per 100 minuti a fare pipponi filosofici senza prendere mai in mano la propria vita compiendo una serie di scelte più insensate dell'altra e il finale è prevedibile fin dall'inizio del film.
SI salva l'affascinante regia di Petri e la meravigliosa interpretazione di Randone che dà un minimo di spessore al suo personaggio.
sarà un'opinione impopolare ma non capisco il fascino di questo film: il tema principale è lo stesso trattato in Ikiru (di dieci anni prima) ma il film non si limita a un racconto sull’esistenzialismo di un individuo, peraltro raccontato con una banalità e didascalicità disarmante, ma tutti i temi secondari (la campagna rispetto alla città, il sistema giudiziario e altri) risultano solo accennati e mai approfonditi fino a creare un film disomogeneo che manca di una vera struttura coesa.
Il personaggio protagonista è impegnato per 100 minuti a fare pipponi filosofici senza prendere mai in mano la propria vita compiendo una serie di scelte più insensate dell'altra e il finale è prevedibile fin dall'inizio del film.
SI salva l'affascinante regia di Petri e la meravigliosa interpretazione di Randone che dà un minimo di spessore al suo personaggio.
49/100
sarà un'opinione impopolare ma non capisco il fascino di questo film: il tema principale è lo stesso trattato in Ikiru (di dieci anni prima) ma il film non si limita a un racconto sull’esistenzialismo di un individuo, peraltro raccontato con una banalità e didascalicità disarmante, ma tutti i temi secondari (la campagna rispetto alla città, il sistema giudiziario e altri) risultano solo accennati e mai approfonditi fino a creare un film disomogeneo che manca di una vera struttura coesa.
Il personaggio protagonista è impegnato per 100 minuti a fare pipponi filosofici senza prendere mai in mano la propria vita compiendo una serie di scelte più insensate dell'altra e il finale è prevedibile fin dall'inizio del film.
SI salva l'affascinante regia di Petri e la meravigliosa interpretazione di Randone che dà un minimo di spessore al suo personaggio.
sarà un'opinione impopolare ma non capisco il fascino di questo film: il tema principale è lo stesso trattato in Ikiru (di dieci anni prima) ma il film non si limita a un racconto sull’esistenzialismo di un individuo, peraltro raccontato con una banalità e didascalicità disarmante, ma tutti i temi secondari (la campagna rispetto alla città, il sistema giudiziario e altri) risultano solo accennati e mai approfonditi fino a creare un film disomogeneo che manca di una vera struttura coesa.
Il personaggio protagonista è impegnato per 100 minuti a fare pipponi filosofici senza prendere mai in mano la propria vita compiendo una serie di scelte più insensate dell'altra e il finale è prevedibile fin dall'inizio del film.
SI salva l'affascinante regia di Petri e la meravigliosa interpretazione di Randone che dà un minimo di spessore al suo personaggio.
frappa
6.0★ · 11/28/24

Come dichiarò lo stesso regista nel 1962: «Il mio film è una protesta contro l'ossessione della vita moderna: tutti corrono, si affannano, hanno fretta, una fretta di arrivare... ma a che cosa? A una triste vecchiaia carica di rimpianti per ciò che si è sacrificato e perduto.»
Come dichiarò lo stesso regista nel 1962: «Il mio film è una protesta contro l'ossessione della vita moderna: tutti corrono, si affannano, hanno fretta, una fretta di arrivare... ma a che cosa? A una triste vecchiaia carica di rimpianti per ciò che si è sacrificato e perduto.»