

2021·Drama·1h 57m
7.0
★


A prison drama where an old mobster and a prison guard must find a way to coexist so that imprisonment can become less so, and perhaps reveal the paradox that is behind the very concept of captivity.
Directed by Leonardo Di Costanzo

IMDB
N/A
Cast

Toni Servillo
Gaetano Gargiulo

Silvio Orlando
Carmine Lagioia

Fabrizio Ferracane
Franco Coletti

Salvatore Striano
Cacace

Roberto De Francesco
Buonocore

Pietro Giuliano
Fantaccini

Antonio Buíl
Bertoni
Crew

Leonardo Di Costanzo
Director

Leonardo Di Costanzo
Writer

Valia Santella
Writer

Luca Bigazzi
Director of Photography

Paolo Del Brocco
Co-Producer

Luan Amelio Ujkaj
Camera Operator
Popular Reviews
22 reviews
Yes
6.0★ · 05/29/23

Tony Servillo è su un altro livello.
Tony Servillo è su un altro livello.
basuratomica
6.0★ · 05/19/23

L’idea è ottima, l’ambientazione anche, ma il resto manca. Il film è esageratamente lungo, un bravo Servillo non è capace di reggere (quasi) da solo tutto il film. Se fosse finito nel momento di tensione massima sarebbe stato sicuramente una stella in più. Peccato, occasione sprecata.
L’idea è ottima, l’ambientazione anche, ma il resto manca. Il film è esageratamente lungo, un bravo Servillo non è capace di reggere (quasi) da solo tutto il film. Se fosse finito nel momento di tensione massima sarebbe stato sicuramente una stella in più. Peccato, occasione sprecata.
tommyuwukkPRO
8.0★ · 09/12/22

Ho dovuto guardarlo con un occhio molto analitico e critico perché è uno dei titoli presenti in esame, e devo dire per fortuna.
Un film claustrofobico completamente ambientato all'interno di un freddo e fatiscente carcere che è sull'orlo della chiusura, ma è ben piùdi questo: la prigione diventa teatro di una vicenda che ci deve insegnare a essere umani anche verso coloro che magari per un motivo o per l'altro non lo sono stati.
La regia è davvero claustrofobica, non ci sono quasi mai delle inquadrature larghe e i soggetti sono sempre ripresi all'interno di una cornice laterale (mentre sopra e sotto abbiamo delle bande nere anch'esse messe apposta per suscitare questo sentimento).
La fotografia è gelida, tendete anche al grigio, per sottolineare la condizione emotiva dei detenuti che sono in una specie di stasi.
Ottimo film, davvero.
1/6 dei film per l'esame.
Un film claustrofobico completamente ambientato all'interno di un freddo e fatiscente carcere che è sull'orlo della chiusura, ma è ben piùdi questo: la prigione diventa teatro di una vicenda che ci deve insegnare a essere umani anche verso coloro che magari per un motivo o per l'altro non lo sono stati.
La regia è davvero claustrofobica, non ci sono quasi mai delle inquadrature larghe e i soggetti sono sempre ripresi all'interno di una cornice laterale (mentre sopra e sotto abbiamo delle bande nere anch'esse messe apposta per suscitare questo sentimento).
La fotografia è gelida, tendete anche al grigio, per sottolineare la condizione emotiva dei detenuti che sono in una specie di stasi.
Ottimo film, davvero.
1/6 dei film per l'esame.
Ho dovuto guardarlo con un occhio molto analitico e critico perché è uno dei titoli presenti in esame, e devo dire per fortuna.
Un film claustrofobico completamente ambientato all'interno di un freddo e fatiscente carcere che è sull'orlo della chiusura, ma è ben piùdi questo: la prigione diventa teatro di una vicenda che ci deve insegnare a essere umani anche verso coloro che magari per un motivo o per l'altro non lo sono stati.
La regia è davvero claustrofobica, non ci sono quasi mai delle inquadrature larghe e i soggetti sono sempre ripresi all'interno di una cornice laterale (mentre sopra e sotto abbiamo delle bande nere anch'esse messe apposta per suscitare questo sentimento).
La fotografia è gelida, tendete anche al grigio, per sottolineare la condizione emotiva dei detenuti che sono in una specie di stasi.
Ottimo film, davvero.
1/6 dei film per l'esame.
Un film claustrofobico completamente ambientato all'interno di un freddo e fatiscente carcere che è sull'orlo della chiusura, ma è ben piùdi questo: la prigione diventa teatro di una vicenda che ci deve insegnare a essere umani anche verso coloro che magari per un motivo o per l'altro non lo sono stati.
La regia è davvero claustrofobica, non ci sono quasi mai delle inquadrature larghe e i soggetti sono sempre ripresi all'interno di una cornice laterale (mentre sopra e sotto abbiamo delle bande nere anch'esse messe apposta per suscitare questo sentimento).
La fotografia è gelida, tendete anche al grigio, per sottolineare la condizione emotiva dei detenuti che sono in una specie di stasi.
Ottimo film, davvero.
1/6 dei film per l'esame.
Alessandro
7.0★ · 10/14/21

L’accoppiata Servillo/Orlando dovrebbe essere sufficiente a far capire la qualità di base e a vendere bene il film, ma l’opera di Leonardo Di Costanzo non si poggia pigramente sui suoi protagonisti raccontando una storia sfumata, silenziosa e angosciante, ma profondamente umana, sui due lati della barriera morale che convenzionalmente divide i “buoni” dai “cattivi”, o in questo caso, i poliziotti dai criminali. I due mondi si mischiano, interagiscono, e per quanto sia difficile ammetterlo da una delle due parti, riescono a completarsi e sostenersi in maniera sorprendente durante un periodo di crisi. L’attualità del racconto è sfruttata saggiamente, permettendo ad esso di crescere e prosperare negli occhi e nelle menti degli spettatori, privandosi di didascalismi scolastici e lasciando parlare le grezze ed essenziali immagini ben costruite e sicuramente d’effetto. La sincerità di questo film farà sicuramente più scuola di scandali montati ad arte per filmetti mal direzionati che spacciano per provocazione la loro triste irrilevanza.
L’accoppiata Servillo/Orlando dovrebbe essere sufficiente a far capire la qualità di base e a vendere bene il film, ma l’opera di Leonardo Di Costanzo non si poggia pigramente sui suoi protagonisti raccontando una storia sfumata, silenziosa e angosciante, ma profondamente umana, sui due lati della barriera morale che convenzionalmente divide i “buoni” dai “cattivi”, o in questo caso, i poliziotti dai criminali. I due mondi si mischiano, interagiscono, e per quanto sia difficile ammetterlo da una delle due parti, riescono a completarsi e sostenersi in maniera sorprendente durante un periodo di crisi. L’attualità del racconto è sfruttata saggiamente, permettendo ad esso di crescere e prosperare negli occhi e nelle menti degli spettatori, privandosi di didascalismi scolastici e lasciando parlare le grezze ed essenziali immagini ben costruite e sicuramente d’effetto. La sincerità di questo film farà sicuramente più scuola di scandali montati ad arte per filmetti mal direzionati che spacciano per provocazione la loro triste irrilevanza.
sofia
6.0★ · 01/13/26
