Guardo tutti i corti della Disney con ricerche annesse, dalla prima apparizione di Topolino 21/657🎬
Con “The Haunted House” si ha un tentativo piuttosto riuscito di trapiantare nella serie principale quegli stessi ingredienti horror e grotteschi delle Silly, ponendo Topolino per la prima volta in un contesto piuttosto cupo ma proprio per questo ricco di atmosfera.
Durante un nubifragio Topolino si ripara in una casa misteriosa, che si rivelerà infestata da spiriti, scheletri e pipistrelli. Degna di nota è la spaventosa scena in soggettiva nella quale Mickey si ritrova faccia a faccia con il cupo mietitore che avanza inesorabile verso di lui, una personificazione incappucciata della morte a capo di una banda di scheletri.
Lo scambio di battute tra i due, con l'incappucciato che intima a Topolino di mettersi a suonare, rappresenta il dialogo non cantato più lungo avuto fino a quel momento da Mickey Mouse.
Il personaggio dell'incappucciato con i suoi movimenti complessi dimostra una padronanza sempre maggiore del mezzo da parte dello staff di Walt. Ogni suo movimento è una meraviglia, sia che danzi o che afferri le mani di Topolino per insegnargli a suonare il piano.
Dal momento in cui Topolino inizia a suonare, il cortometraggio rientra in binari più tradizionali. Come in “The Skeleton Dance” vediamo gli scheletri danzare, utilizzando quel sapiente mix di orrore e comicità che è tipico dello stile di Iwerks. Non mancheranno numerose animazioni riciclate provenienti dalla Silly Symphony, chiaramente.
Con il suo perfetto mix di umorismo e atmosfera, “The Haunted House” si conferma come uno dei cortometraggi più straordinari dell'epoca, la cui componente narrativa non batte in ritirata una volta approdati alla parentesi musicale, ma continua anche dopo con la esilarante fuga di Topolino dalla casa, dove si imbatterà in scheletri nei posti più impensabili.
Guardo tutti i corti della Disney con ricerche annesse, dalla prima apparizione di Topolino 21/657🎬
Con “The Haunted House” si ha un tentativo piuttosto riuscito di trapiantare nella serie principale quegli stessi ingredienti horror e grotteschi delle Silly, ponendo Topolino per la prima volta in un contesto piuttosto cupo ma proprio per questo ricco di atmosfera.
Durante un nubifragio Topolino si ripara in una casa misteriosa, che si rivelerà infestata da spiriti, scheletri e pipistrelli. Degna di nota è la spaventosa scena in soggettiva nella quale Mickey si ritrova faccia a faccia con il cupo mietitore che avanza inesorabile verso di lui, una personificazione incappucciata della morte a capo di una banda di scheletri.
Lo scambio di battute tra i due, con l'incappucciato che intima a Topolino di mettersi a suonare, rappresenta il dialogo non cantato più lungo avuto fino a quel momento da Mickey Mouse.
Il personaggio dell'incappucciato con i suoi movimenti complessi dimostra una padronanza sempre maggiore del mezzo da parte dello staff di Walt. Ogni suo movimento è una meraviglia, sia che danzi o che afferri le mani di Topolino per insegnargli a suonare il piano.
Dal momento in cui Topolino inizia a suonare, il cortometraggio rientra in binari più tradizionali. Come in “The Skeleton Dance” vediamo gli scheletri danzare, utilizzando quel sapiente mix di orrore e comicità che è tipico dello stile di Iwerks. Non mancheranno numerose animazioni riciclate provenienti dalla Silly Symphony, chiaramente.
Con il suo perfetto mix di umorismo e atmosfera, “The Haunted House” si conferma come uno dei cortometraggi più straordinari dell'epoca, la cui componente narrativa non batte in ritirata una volta approdati alla parentesi musicale, ma continua anche dopo con la esilarante fuga di Topolino dalla casa, dove si imbatterà in scheletri nei posti più impensabili.