

1980·Drama·2h 40m
7.2
★




Eight Italian politicians from the communist party gather on a terrace in Rome for a get-together. They discuss about their past, present and future.
Directed by Ettore Scola

IMDB
N/A
Cast

Vittorio Gassman
Mario Dorazio

Ugo Tognazzi
Amedeo

Jean-Louis Trintignant
Enrico D'Orsi

Marcello Mastroianni
Luigi

Stefania Sandrelli
Giovanna

Carla Gravina
Carla

Ombretta Colli
Enza

Galeazzo Benti
Galeazzo

Milena Vukotić
Emanuela

Stefano Satta Flores
Tizzo

Serge Reggiani
Sergio Stifler

Agenore Incrocci
Emilio
Crew

Ettore Scola
Director

Agenore Incrocci
Screenplay

Furio Scarpelli
Screenplay

Ettore Scola
Screenplay

Armando Trovajoli
Original Music Composer

Raimondo Crociani
Editor

Pasqualino De Santis
Director of Photography

Pio Angeletti
Producer

Adriano De Micheli
Producer

Agenore Incrocci
Story

Furio Scarpelli
Story

Ettore Scola
Story
Popular Reviews
52 reviews
Giotud
8.0★ · 03/15/26

Sono lontano, troppo lontano da queste persone, da questa società, da questa Italia. Sia per età che per costumi mi ritrovo così diverso da tutte le personalità presentate. Personaggi con una certa maturità, che hanno assaporato tutte le sfaccettature della vita, e che non trovano più alcun piacere nei soliti costrutti mondani che li hanno sempre accompagnati, sono persone completamente svuotate dalla vita, razionali, ciniche. Senza più veri interessi e passioni che li smuovono, schiavi del lavoro e di norme sociali. La parte più amara di questo film però non risiede nella decadenza di questa elite di cervelli e della conseguente decaduta di una certo valore morale nella società Italiana. Risiede nell'impressione che a distanza di quasi 50 anni il livello culturale e di consapevolezza personale della società si sia abbassato ancora drasticamente. E che quelli che vengono dipinti come dei falsi intellettuali ai miei occhi sembrino quasi tutti delle menti di spessore che nella società odierna sarebbero quasi impossibili da trovare.
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Sono lontano, troppo lontano da queste persone, da questa società, da questa Italia. Sia per età che per costumi mi ritrovo così diverso da tutte le personalità presentate. Personaggi con una certa maturità, che hanno assaporato tutte le sfaccettature della vita, e che non trovano più alcun piacere nei soliti costrutti mondani che li hanno sempre accompagnati, sono persone completamente svuotate dalla vita, razionali, ciniche. Senza più veri interessi e passioni che li smuovono, schiavi del lavoro e di norme sociali. La parte più amara di questo film però non risiede nella decadenza di questa elite di cervelli e della conseguente decaduta di una certo valore morale nella società Italiana. Risiede nell'impressione che a distanza di quasi 50 anni il livello culturale e di consapevolezza personale della società si sia abbassato ancora drasticamente. E che quelli che vengono dipinti come dei falsi intellettuali ai miei occhi sembrino quasi tutti delle menti di spessore che nella società odierna sarebbero quasi impossibili da trovare.
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Angelo Titi
8.0★ · 03/15/26

Sono lontano, troppo lontano da queste persone, da questa società, da questa Italia. Sia per età che per costumi mi ritrovo così diverso da tutte le personalità presentate. Personaggi con una certa maturità, che hanno assaporato tutte le sfaccettature della vita, e che non trovano più alcun piacere nei soliti costrutti mondani che li hanno sempre accompagnati, sono persone completamente svuotate dalla vita, razionali, ciniche. Senza più veri interessi e passioni che li smuovono, schiavi del lavoro e di norme sociali. La parte più amara di questo film però non risiede nella decadenza di questa elite di cervelli e della conseguente decaduta di una certo valore morale nella società Italiana. Risiede nell'impressione che a distanza di quasi 50 anni il livello culturale e di consapevolezza personale della società si sia abbassato ancora drasticamente. E che quelli che vengono dipinti come dei falsi intellettuali ai miei occhi sembrino quasi tutti delle menti di spessore che nella società odierna sarebbero quasi impossibili da trovare.
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Sono lontano, troppo lontano da queste persone, da questa società, da questa Italia. Sia per età che per costumi mi ritrovo così diverso da tutte le personalità presentate. Personaggi con una certa maturità, che hanno assaporato tutte le sfaccettature della vita, e che non trovano più alcun piacere nei soliti costrutti mondani che li hanno sempre accompagnati, sono persone completamente svuotate dalla vita, razionali, ciniche. Senza più veri interessi e passioni che li smuovono, schiavi del lavoro e di norme sociali. La parte più amara di questo film però non risiede nella decadenza di questa elite di cervelli e della conseguente decaduta di una certo valore morale nella società Italiana. Risiede nell'impressione che a distanza di quasi 50 anni il livello culturale e di consapevolezza personale della società si sia abbassato ancora drasticamente. E che quelli che vengono dipinti come dei falsi intellettuali ai miei occhi sembrino quasi tutti delle menti di spessore che nella società odierna sarebbero quasi impossibili da trovare.
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Ciò nonostante ho usato il termine "impressione" e non "consapevolezza" perché mi sembra veramente difficile credere che il nostro livello culturale si possa essere realmente abbassato considerando quanto sia più facile oggi trovare informazioni. Non avendo vissuto quegli anni posso presupporre che questa fosse un elite dello 0.01% della società e che stragran maggioranza della popolazione fosse ben più ignorante, ma consapevolmente, so che non è così. Il livello di informazioni che conosciamo e di educazione che riceviamo è più alto oggi, ma a confronto dei personaggi della terrazza i nostri adulti sembrano dei ragazzini. Questo secondo me perché la disillusione che Scola ci mostra nella sua generazione è ciclica, e infinita, e porta le generazioni successive a prendersi meno sul serio, a credere meno ai costrutti sociali che si fanno sempre più privi di senso. Questo ci porta a vedere le generazioni che scorrono come meno consapevoli, e più degradate, ma probabilmente, ciò è più un sengo di evoluzione che di involuzione. D'altronde e dai tempi del Mos Maiorum che le generazioni continuano a perdere fiducia nelle successive, e sicuramente dai Romani a oggi ci siamo decisamente evoluti
Melyssa
8.0★ · 02/26/26

È lecito essere felici anche se questo crea infelicità?
Ascolterei Gassman parlare per ore AAA
È lecito essere felici anche se questo crea infelicità?
Ascolterei Gassman parlare per ore AAA
Michele Nelli
8.0★ · 01/26/26

stefania sandrelli arianna capirossi argue with the wall
stefania sandrelli arianna capirossi argue with the wall
Vincent
8.0★ · 01/09/26

"Non vi voglio più vedere, non vi voglio più sentire, voi siete...il mio specchio"
"Non vi voglio più vedere, non vi voglio più sentire, voi siete...il mio specchio"