Dry backdrop
Dry logo
2022·Drama·2h 4m
7.0
In Rome it hasn’t rained for three years and the lack of water is overturning rules and habits. Through the city dying of thirst and prohibitions moves a chorus of people, young and old, marginalised and successful, victims and profiteers. Their lives are linked in a single design, while each seeks his or her deliverance.
Directed by Paolo Virzì

Cast

Silvio Orlando
Silvio Orlando
Antonio
Monica Bellucci
Monica Bellucci
Valentina
Valerio Mastandrea
Valerio Mastandrea
Loris
Claudia Pandolfi
Claudia Pandolfi
Sara
Tommaso Ragno
Tommaso Ragno
Alfredo
Sara Serraiocco
Sara Serraiocco
Giulia
Max Tortora
Max Tortora
Jacolucci
Emma Fasano
Emma Fasano
Martina
Vinicio Marchioni
Vinicio Marchioni
Luca
Elena Lietti
Elena Lietti
Mila
Gabriel Montesi
Gabriel Montesi
Valerio
Emanuela Fanelli
Emanuela Fanelli
Raffaella

Crew

Paolo Virzì
Paolo Virzì
Director
Francesca Archibugi
Francesca Archibugi
Screenplay
Francesco Piccolo
Francesco Piccolo
Screenplay
Paolo Virzì
Paolo Virzì
Screenplay
Paolo Giordano
Paolo Giordano
Screenplay
Franco Piersanti
Franco Piersanti
Original Music Composer
Luca Bigazzi
Luca Bigazzi
Director of Photography
Mario Gianani
Mario Gianani
Producer
Lorenzo Gangarossa
Lorenzo Gangarossa
Producer
Paolo Virzì
Paolo Virzì
Story
Paolo Giordano
Paolo Giordano
Story
Ottavia Virzì
Ottavia Virzì
Costume Design

Popular Reviews

37 reviews
frans
frans
Dry
rientra senza alcun dubbio tra i film con le recensioni letterboxd più belle in assoluto che è comunque qualcosa
rientra senza alcun dubbio tra i film con le recensioni letterboxd più belle in assoluto che è comunque qualcosa
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Vasco
Vasco
Dry
vabbè dai poteva andare peggio, poteva piovere
vabbè dai poteva andare peggio, poteva piovere
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chiara
chiara
Dry
ho la gola secca
ho la gola secca
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tommyuwukk
tommyuwukkPRO
Dry
Siccità di Paolo Virzì (di cui tra l'altro ho visto oggi anche Il Capitale Umano), vuole essere tutto ma finisce per essere niente: una partenza vogliosa di freschezza ci porta invece in uno sviluppo da "film italiano", in cui più che concentrarsi su una vera e propria trama ci si concentra sui drammi umani che per una volta mi hanno fatto pensare "non è successo nulla". Perché si, Siccità sembra un film in cui nulla accade, un film in cui i personaggi soffrono per i loro problemi più che (irrealisticamente) per i problemi del mondo.

Dispiace.
Siccità di Paolo Virzì (di cui tra l'altro ho visto oggi anche Il Capitale Umano), vuole essere tutto ma finisce per essere niente: una partenza vogliosa di freschezza ci porta invece in uno sviluppo da "film italiano", in cui più che concentrarsi su una vera e propria trama ci si concentra sui drammi umani che per una volta mi hanno fatto pensare "non è successo nulla". Perché si, Siccità sembra un film in cui nulla accade, un film in cui i personaggi soffrono per i loro problemi più che (irrealisticamente) per i problemi del mondo.

Dispiace.
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basuratomica
basuratomica
Dry
Ancora una volta il cinema italiano si dimostra ottimo nel trovare idee, ma pessimo nel metterle in atto.
In un futuro distopico, a Roma non piove da più di tre anni e la popolazione si ritrova ad affrontare la situazione ognuno come riesce.
Ottimo.
Questa è un’idea nuova, mai vista, piena di potenziale.
Peccato però che Virzì e i suoi sceneggiatori siano riusciti a inserire anche qui le solite storie da cinema italiano, che vanno dai tradimenti ai divorzi, dalle famiglie insoddisfatte agli adolescenti trasgressivi.
Le novità sono poche (come la storia di Orlando) e poco sfruttate.
Certo è che tutte le trame, rielaborate al minimo, avrebbero potuto essere trasportate in una qualsiasi altra situazione. Alcune poi non sono per nulla collegate alla siccità, forse un errore, dato che “siccità” è letteralmente il titolo del film.
Il film per tutto il tempo strizza molto l’occhio, forse troppo, a Magnolia, palesando il tutto alla scena finale della pioggia, al limite tra ispirazione e copiatura.
In sostanza questo film si va ad aggiungere alla infinita lista italiana di quelli che dopo la proiezione fanno dire “carino ma…”.
Peccato.
Ancora una volta il cinema italiano si dimostra ottimo nel trovare idee, ma pessimo nel metterle in atto.
In un futuro distopico, a Roma non piove da più di tre anni e la popolazione si ritrova ad affrontare la situazione ognuno come riesce.
Ottimo.
Questa è un’idea nuova, mai vista, piena di potenziale.
Peccato però che Virzì e i suoi sceneggiatori siano riusciti a inserire anche qui le solite storie da cinema italiano, che vanno dai tradimenti ai divorzi, dalle famiglie insoddisfatte agli adolescenti trasgressivi.
Le novità sono poche (come la storia di Orlando) e poco sfruttate.
Certo è che tutte le trame, rielaborate al minimo, avrebbero potuto essere trasportate in una qualsiasi altra situazione. Alcune poi non sono per nulla collegate alla siccità, forse un errore, dato che “siccità” è letteralmente il titolo del film.
Il film per tutto il tempo strizza molto l’occhio, forse troppo, a Magnolia, palesando il tutto alla scena finale della pioggia, al limite tra ispirazione e copiatura.
In sostanza questo film si va ad aggiungere alla infinita lista italiana di quelli che dopo la proiezione fanno dire “carino ma…”.
Peccato.
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