Uno spaccato favolistico sull’Italia di inizio novecento dal punto di vista della donna madre piegata dal timore peggiore, quello di Dio, che impera su qualsiasi aspetto della sua vita e della sua maternità. Un viaggio cupo e raggelante, iniziato e concluso con un miracolo che è allo stesso tempo tragedia, con pochi personaggi e molte ambizioni, per lo più raggiunte con successo, da una regista più che capace di sottrarre ad una storia del genere inutili smancerie. Ennesimo gioiello nostrano direttamente dal festival di Cannes.
Uno spaccato favolistico sull’Italia di inizio novecento dal punto di vista della donna madre piegata dal timore peggiore, quello di Dio, che impera su qualsiasi aspetto della sua vita e della sua maternità. Un viaggio cupo e raggelante, iniziato e concluso con un miracolo che è allo stesso tempo tragedia, con pochi personaggi e molte ambizioni, per lo più raggiunte con successo, da una regista più che capace di sottrarre ad una storia del genere inutili smancerie. Ennesimo gioiello nostrano direttamente dal festival di Cannes.