geniale l’idea della voce narrante che si rivolge direttamente allo spettatore, trattandolo come se fosse il protagonista e favorendo così una forte immedesimazione nella storia.
incredibile il modo in cui von trier costruisce la tensione, soprattutto nella scena in cui leopold sta sostenendo l’esame da cuccettista del treno, ed è impossibilitato a vedere ciò che potrebbe accadere alla moglie fuori da esso.
ancora più sorprendente è poi il colpo di scena in cui si scopre che è proprio la moglie ad essere una “werwolf” nazista e ad aver minacciato e ucciso membri della sua stessa famiglia.
molto interessante anche la scelta stilistica di alternare il bianco e nero con alcuni elementi a colori, che dona al film una forte identità visiva.
ma una delle cose che colpiscono di più è proprio l’uso del treno, simbolo che richiama inevitabilmente la deportazione degli ebrei.
geniale l’idea della voce narrante che si rivolge direttamente allo spettatore, trattandolo come se fosse il protagonista e favorendo così una forte immedesimazione nella storia.
incredibile il modo in cui von trier costruisce la tensione, soprattutto nella scena in cui leopold sta sostenendo l’esame da cuccettista del treno, ed è impossibilitato a vedere ciò che potrebbe accadere alla moglie fuori da esso.
ancora più sorprendente è poi il colpo di scena in cui si scopre che è proprio la moglie ad essere una “werwolf” nazista e ad aver minacciato e ucciso membri della sua stessa famiglia.
molto interessante anche la scelta stilistica di alternare il bianco e nero con alcuni elementi a colori, che dona al film una forte identità visiva.
ma una delle cose che colpiscono di più è proprio l’uso del treno, simbolo che richiama inevitabilmente la deportazione degli ebrei.