Per la parte 2 volevo fare un papiro dove avrei sfoggiato le mie “doti argomentative e critiche” per celebrare ogni singolo aspetto di quest’opera gargantuesca, ma dopo averla vista, è stato immediato capire come tale arrogante autocompiacimento sarebbe stato solo un disservizio per un racconto pregno di sufficiente acume ed eleganza da non aver certo bisogno di un minuscolo individuo che stia lì a fare elenchi pretenziosi. Al massimo posso giusto ribadire quanto detto per la parte uno, con un invito aggiuntivo a vedere entrambe le parti in sala, dato il totale dinamismo drammaturgico attraverso il quale Bellocchio si districa per 5 ore e passa restituendo lustro anche ad antichi modelli produttivi ormai divenuti barzellette dei palinsesti. Un film ed una serie, due essenze in un unico corpo che rappresenta un punto d’arrivo, una definizione assoluta, che sia per la rappresentazione di quelle pagine della nostra storia sia per l’idea di drammatizzazione stessa, che mai come in questo caso, tra tutti gli onirismi e gli elementi romanzati, risulta quasi più vera della realtà stessa. Banalmente ma nemmeno troppo, è il film/serie più importante che uno spettatore italiano possa vedere quest’anno e in tutti gli anni.
Per la parte 2 volevo fare un papiro dove avrei sfoggiato le mie “doti argomentative e critiche” per celebrare ogni singolo aspetto di quest’opera gargantuesca, ma dopo averla vista, è stato immediato capire come tale arrogante autocompiacimento sarebbe stato solo un disservizio per un racconto pregno di sufficiente acume ed eleganza da non aver certo bisogno di un minuscolo individuo che stia lì a fare elenchi pretenziosi. Al massimo posso giusto ribadire quanto detto per la parte uno, con un invito aggiuntivo a vedere entrambe le parti in sala, dato il totale dinamismo drammaturgico attraverso il quale Bellocchio si districa per 5 ore e passa restituendo lustro anche ad antichi modelli produttivi ormai divenuti barzellette dei palinsesti. Un film ed una serie, due essenze in un unico corpo che rappresenta un punto d’arrivo, una definizione assoluta, che sia per la rappresentazione di quelle pagine della nostra storia sia per l’idea di drammatizzazione stessa, che mai come in questo caso, tra tutti gli onirismi e gli elementi romanzati, risulta quasi più vera della realtà stessa. Banalmente ma nemmeno troppo, è il film/serie più importante che uno spettatore italiano possa vedere quest’anno e in tutti gli anni.