Penguindrum
Secondo Cour, episodi 13-24:
Se il tuo cuore è destinato a congelare, non è meglio che succeda perché hai concesso troppi baci?
Tra commedia e dramma, anche questi 12 episodi sono un misto tra riflessione privata e universale: una sceneggiatura che spazia da tematiche quali l'amore (legato indissolubilmente al destino, grande filo conduttore della trama) sino ad arrivare alla spaventosa società giapponese, e a come questa plasmi i rapporti familiari e l'individuo stesso (la puntata dello scultore è esemplare, terrificante è dir poco).
Anche il delinearsi della seconda metà della trama fa spavento: le "coincidenze" la fanno da padrone, e se di solito ciò risulta un difetto (i Deus Ex Machina) qui sono giustificati, proprio perché il legame tra i comprimari deve essere estremamente irrealistico e drammatico allo stesso tempo.
Poco da dire sul finale, che arriva dopo una serie di puntate mozzafiato, in cui il cerchio gigantesco del destino si chiude, in cui le carte vengono scoperte, in cui la famiglia viene disintegrata per fare si che la vita cominci.
E io ho pianto, dopo tantissimo tempo, per una fine che speravo non arrivasse mai.
P.S.: ci sarebbero da dire altre tantissime cose, soprattutto sull'impianto stilistico, fusione di una regia originale ma allo stesso tempo derivativa, con rimandi ad Anno e a Shinbō (Bakemonogatari, prodotto imprescindibile), ma è presente talmente tanta roba che non ho voglia di mettermi a citare tutto.
P.P.S.: è tutto il giorno che leggo analisi, e ne ho trovata una veramente veramente ben fatta, con tanto di interviste al buon Ikuhara, non fregherà un cazzo a nessuno ma toh https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2016/05/mawaru-penguindrum-recensione.html?m=1