Visto all’80esima Mostra del Cinema di Venezia
Sni, cioè. A livello di fotografia, scenografia e sonoro è fantastico, ho avuto un’esperienza in sala davvero buona: non credevo che anche il cinema italiano potesse offrire prodotti simili. Interpretazioni ottime: Favino è come sempre impressionante e porta il film sulle sue spalle con una sicurezza e un carisma davvero fuori dal comune, nella seconda parte è inoltre fiancheggiato da Johannes Wirix, il quale riesce a rubare la scena alla maggior parte del cast.
Ciò che mi ha fatto storcere il naso in questo film è principalmente la trama: mi sembrava che non si arrivasse mai a un punto di fine, le varie vicende sono scollegate tra loro e non ho mai capito il motivo del perché il personaggio di Favino sia disabile o semplicemente quale fosse la missione. Il ritmo poi è gestito in modo disordinato e caotico, non è lasciato abbastanza tempo per far crescere un build-up che dia un effetto sorpresa: tutti i risvolti narrativi sanno di già visto ed è presente una componente un po’ troppo propagandistica (ma vabbè, anche Saving Private Ryan era il manifesto del patriottismo americano). La gag delle patatine fritte mi ha ucciso dal ridere, il bestemmione di Favino pure, ma l’ultima frase ha buttato in caciara tutto.
Visto all’80esima Mostra del Cinema di Venezia
Sni, cioè. A livello di fotografia, scenografia e sonoro è fantastico, ho avuto un’esperienza in sala davvero buona: non credevo che anche il cinema italiano potesse offrire prodotti simili. Interpretazioni ottime: Favino è come sempre impressionante e porta il film sulle sue spalle con una sicurezza e un carisma davvero fuori dal comune, nella seconda parte è inoltre fiancheggiato da Johannes Wirix, il quale riesce a rubare la scena alla maggior parte del cast.
Ciò che mi ha fatto storcere il naso in questo film è principalmente la trama: mi sembrava che non si arrivasse mai a un punto di fine, le varie vicende sono scollegate tra loro e non ho mai capito il motivo del perché il personaggio di Favino sia disabile o semplicemente quale fosse la missione. Il ritmo poi è gestito in modo disordinato e caotico, non è lasciato abbastanza tempo per far crescere un build-up che dia un effetto sorpresa: tutti i risvolti narrativi sanno di già visto ed è presente una componente un po’ troppo propagandistica (ma vabbè, anche Saving Private Ryan era il manifesto del patriottismo americano). La gag delle patatine fritte mi ha ucciso dal ridere, il bestemmione di Favino pure, ma l’ultima frase ha buttato in caciara tutto.