La relatività dell’uomo, maschera costante che non vogliamo togliere, mai. Dieci minuti che passano, dolcemente, da una cena spiacevole a una cena metodica, dall’imbarazzo alla risolutezza. Il labirinto degli appartamenti bolognesi è dipinto con sfumature refniane che, oltre al colore, danno uno scopo ad ogni stanza, scalinata o ascensore. La simmetria tanto gradevole agli occhi diventa la lama affilata con cui il regista gioca con aspettative e percezioni, guidando lo spettatore a sperare in esiti diversi prima di pugnalarlo con l’unica conclusione possibile per una vicenda così surreale. C’è poco da rompere il cazzo e molto da imparare, dai cazzo Pasqui continua così!
La relatività dell’uomo, maschera costante che non vogliamo togliere, mai. Dieci minuti che passano, dolcemente, da una cena spiacevole a una cena metodica, dall’imbarazzo alla risolutezza. Il labirinto degli appartamenti bolognesi è dipinto con sfumature refniane che, oltre al colore, danno uno scopo ad ogni stanza, scalinata o ascensore. La simmetria tanto gradevole agli occhi diventa la lama affilata con cui il regista gioca con aspettative e percezioni, guidando lo spettatore a sperare in esiti diversi prima di pugnalarlo con l’unica conclusione possibile per una vicenda così surreale. C’è poco da rompere il cazzo e molto da imparare, dai cazzo Pasqui continua così!