Mi rifiuto di credere che un film così goffo, risibile, spento, mal recitato e diretto con il peggiore e più anonimo dei mestieri sia figlio di Nanni Moretti, il nostro Allen sempre così sagace, umano e vero anche nel più grottesco degli scenari. Qui vi è meramente l’ombra di quell’artista, soffocata da un film vergognosamente infantile e didascalico, distrutto da dialoghi e performance degne della peggior fiction, che cerca di risollevarsi con sparate di surrealismo randomico e insignificante. Un disastro editorialmente incomprensibile e forse la più grande delusione di quest’anno. Assurdo come proprio un film di Moretti del 2021 sia manifesto di quel cinema drammatico da quattro soldi fatto di urla di Margherita Buy e di sottotesti politici e sociali buttati lì per fare attualità.
Mi rifiuto di credere che un film così goffo, risibile, spento, mal recitato e diretto con il peggiore e più anonimo dei mestieri sia figlio di Nanni Moretti, il nostro Allen sempre così sagace, umano e vero anche nel più grottesco degli scenari. Qui vi è meramente l’ombra di quell’artista, soffocata da un film vergognosamente infantile e didascalico, distrutto da dialoghi e performance degne della peggior fiction, che cerca di risollevarsi con sparate di surrealismo randomico e insignificante. Un disastro editorialmente incomprensibile e forse la più grande delusione di quest’anno. Assurdo come proprio un film di Moretti del 2021 sia manifesto di quel cinema drammatico da quattro soldi fatto di urla di Margherita Buy e di sottotesti politici e sociali buttati lì per fare attualità.