Il motivo per cui detesto i voti e i numeretti di classificazione è perché sono dei meri e blandi riassuntini di un’opinione che magari presenta uno spettro valutativo più ampio. È questo il mio caso con Padrenostro di Claudio Noce, un film ambizioso ed affascinante che pur volando un po’ troppo vicino al sole, si mantiene in aria. Vale sicuramente più delle tre stellette che gli ho affibbiato, ma non avevo altro modo di evidenziare concretamente e velocemente la situazione di questo film: i suoi alti sono molto alti, il problema sta nella continuità di questi alti, soprattutto nella mancanza di essa. Abbiamo una prima metà molto intelligente, che gioca con realtà ed immaginazione in modo creativo, sfruttando gli anni di piombo come semplice sfondo di una storia molto umana e tenera. Nella seconda metà Noce decide di strafare e introdurre concetti che sulla carta dovevano potenziare il labile confine tra vero e falso, tra concreto e astratto, ma finiscono per creare più confusione che altro agli occhi dello spettatore. Per fortuna c’e Il sempreverde Favino, maestoso nelle sottigliezze e nelle fragilità di un personaggio idealizzato nelle menti degli altri personaggi e di noi tutti spettatori. Sorprendono le interpretazioni di supporto, tra ragazzini vivaci e finalmente dall’ottima dizione ed espressività, e adulti che forniscono un solido contorno emotivo allo show di Favino. Incredibili le musiche originali e il camera work, dove Noce ha portato sul grande schermo i suoi migliori guizzi televisivi. In sintesi Padrenostro è un film complicato da classificare ma assolutamente da guardare.
Il motivo per cui detesto i voti e i numeretti di classificazione è perché sono dei meri e blandi riassuntini di un’opinione che magari presenta uno spettro valutativo più ampio. È questo il mio caso con Padrenostro di Claudio Noce, un film ambizioso ed affascinante che pur volando un po’ troppo vicino al sole, si mantiene in aria. Vale sicuramente più delle tre stellette che gli ho affibbiato, ma non avevo altro modo di evidenziare concretamente e velocemente la situazione di questo film: i suoi alti sono molto alti, il problema sta nella continuità di questi alti, soprattutto nella mancanza di essa. Abbiamo una prima metà molto intelligente, che gioca con realtà ed immaginazione in modo creativo, sfruttando gli anni di piombo come semplice sfondo di una storia molto umana e tenera. Nella seconda metà Noce decide di strafare e introdurre concetti che sulla carta dovevano potenziare il labile confine tra vero e falso, tra concreto e astratto, ma finiscono per creare più confusione che altro agli occhi dello spettatore. Per fortuna c’e Il sempreverde Favino, maestoso nelle sottigliezze e nelle fragilità di un personaggio idealizzato nelle menti degli altri personaggi e di noi tutti spettatori. Sorprendono le interpretazioni di supporto, tra ragazzini vivaci e finalmente dall’ottima dizione ed espressività, e adulti che forniscono un solido contorno emotivo allo show di Favino. Incredibili le musiche originali e il camera work, dove Noce ha portato sul grande schermo i suoi migliori guizzi televisivi. In sintesi Padrenostro è un film complicato da classificare ma assolutamente da guardare.