Anche se ormai pare che ci abbia preso gusto a stroncare malamente film del genere, provo sempre un profondo dispiacere nel parlare (molto) male di film che provano a smuovere le acque in termini di cinema di genere nel nostro panorama. Poi però questo dispiacere viene un po’ meno quando mi rendo conto che il tentativo in questione consiste semplicemente nel rigurgitare cliché e citazioni ai limiti del plagio della parte peggiore, più falsa e patinata dell’era post New Hollywood dei blockbuster e dei film d’avventura. “Il film che vi farà rimpiangere gli anni 80” dice la tagline spiattellata davanti a trailer e poster di questo “film” e si rivela stranamente azzeccata ma per dei motivi presumibilmente opposti alle intenzioni della tagline stessa : infatti lo spirito di innocenza fanciullesca e nostalgica che riesce a misurarsi con bisogni editoriali moderni che possiamo trovare in progetti come Stranger Things o anche nella recente (seppur meno riuscita) Fear Street Trilogy sono completamente assenti, sostituiti da un immaturo e volgare rimpianto di un cinema idealizzato nella mente del regista e della produzione dove la visione fondamentalmente non c’è, mentre c’e la meschina speranza di accalappiarsi un pubblico di nostalgici che dovranno accontentarsi di due ore costituite da strizzatine d’occhio, colonna sonora imbevuta delle peggiori sonorità synth, messa in scena più scarsa di uno spot del Limoncello (giuro su qualsiasi cosa che quel maledetto spot con Lemon Tree di sottofondo ha una fotografia ed un montaggio che annichiliscono tutto l’ensemble messo in piedi da Misischia e co.) e ovviamente delle performance risibili condite con dialoghi da web serie di bassa lega che ormai non fanno nemmeno più ridere. Un disastro su tutta la linea che nemmeno un prologo (terribile) girato dai Manetti Bros riesce a tenere a galla, e anzi fa solo salire dubbi e perplessità per il prossimo Diabolik da loro diretto.
Anche se ormai pare che ci abbia preso gusto a stroncare malamente film del genere, provo sempre un profondo dispiacere nel parlare (molto) male di film che provano a smuovere le acque in termini di cinema di genere nel nostro panorama. Poi però questo dispiacere viene un po’ meno quando mi rendo conto che il tentativo in questione consiste semplicemente nel rigurgitare cliché e citazioni ai limiti del plagio della parte peggiore, più falsa e patinata dell’era post New Hollywood dei blockbuster e dei film d’avventura. “Il film che vi farà rimpiangere gli anni 80” dice la tagline spiattellata davanti a trailer e poster di questo “film” e si rivela stranamente azzeccata ma per dei motivi presumibilmente opposti alle intenzioni della tagline stessa : infatti lo spirito di innocenza fanciullesca e nostalgica che riesce a misurarsi con bisogni editoriali moderni che possiamo trovare in progetti come Stranger Things o anche nella recente (seppur meno riuscita) Fear Street Trilogy sono completamente assenti, sostituiti da un immaturo e volgare rimpianto di un cinema idealizzato nella mente del regista e della produzione dove la visione fondamentalmente non c’è, mentre c’e la meschina speranza di accalappiarsi un pubblico di nostalgici che dovranno accontentarsi di due ore costituite da strizzatine d’occhio, colonna sonora imbevuta delle peggiori sonorità synth, messa in scena più scarsa di uno spot del Limoncello (giuro su qualsiasi cosa che quel maledetto spot con Lemon Tree di sottofondo ha una fotografia ed un montaggio che annichiliscono tutto l’ensemble messo in piedi da Misischia e co.) e ovviamente delle performance risibili condite con dialoghi da web serie di bassa lega che ormai non fanno nemmeno più ridere. Un disastro su tutta la linea che nemmeno un prologo (terribile) girato dai Manetti Bros riesce a tenere a galla, e anzi fa solo salire dubbi e perplessità per il prossimo Diabolik da loro diretto.