Tanto banale e scolastico quanto potente e necessario, Il Signore delle Formiche di Gianni Amelio è un film spaccato tra una storia d’amore senza romanticismo e senza recitazione con delle parentesi “letterarie” di matusalemmica fattura e un courtroom drama arrabbiato ed impegnato, dove arriva Elio Germano come letterale soccorritore di ritmo e dialoghi (nella prima parte presente a spizzichi e bocconi) che con le sue interazioni con Lo Cascio (che alterna ottimi momenti ad altri di confusione e goffaggine) e i suoi sguardi di disgusto verso la magistratura ridà brio e pathos ad un film anemico. Troppo poco screen time per la sempre in gamba Sara Serraiocco.
Tanto banale e scolastico quanto potente e necessario, Il Signore delle Formiche di Gianni Amelio è un film spaccato tra una storia d’amore senza romanticismo e senza recitazione con delle parentesi “letterarie” di matusalemmica fattura e un courtroom drama arrabbiato ed impegnato, dove arriva Elio Germano come letterale soccorritore di ritmo e dialoghi (nella prima parte presente a spizzichi e bocconi) che con le sue interazioni con Lo Cascio (che alterna ottimi momenti ad altri di confusione e goffaggine) e i suoi sguardi di disgusto verso la magistratura ridà brio e pathos ad un film anemico. Troppo poco screen time per la sempre in gamba Sara Serraiocco.